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lunedì 22 giugno 2020

TURISMO, CONTE (LEGA): DALL'UNIONE EUROPEA NUOVO SCHIAFFO AL SETTORE BALNEARE, BOCCIATO UN EMENDAMENTO ALLA DIRETTIVA BOLKESTEIN

L'eurodeputata della Lega Rosanna Conte attacca l'Unione Europea, rea a suo dire di aver voltato le spalle al turismo adriatico. «Ho votato contro, al pari dell’intera delegazione della Lega - spiega Conte - a una risoluzione del Parlamento europeo relativa al turismo e ai trasporti, che avrebbe dovuto affrontare la crisi in corso e le prospettive di rilancio.
Questa risoluzione avrebbe potuto invertire il trend, visto che dall'Europa non arriva niente, ma a parte evidenziare alcuni problemi ed elementi condivisibili, il testo che ne è uscito è un esercizio di retorica senza soluzioni tangibili. A peggiorare il quadro ci sono poi alcune ipotesi come la volontà di promuovere un brand turistico dell'Unione Europea anziché valorizzare le specificità nazionali, o la richiesta di un certificato di sostenibilità turistica e di sigilli europei per la sicurezza dei viaggi, senza che siano chiari i criteri e i meccanismi sopra i quali sarebbero fondati.
Avevamo provato a migliorare il testo, spingendo per focalizzare i sostegni alle imprese, ai lavoratori, ai consumatori, ma invano. Inoltre il Parlamento europeo, con i voti del PD e del M5S, ha detto no all'emendamento leghista alla risoluzione comune per il settore del turismo costiero, con cui chiedevamo l’esclusione delle concessioni balneari dalla direttiva dei servizi, la famigerata Bolkestein.
Insomma, dall’Europa -e grazie anche alle forze di governo italiane- è arrivato un altro schiaffo al turismo adriatico. Si pensi che secondo quanto stima la stessa Commissione europea nella sua offerta per il Recovery fund, il comparto avrebbe bisogno di 161 miliardi di investimenti aggiuntivi, val a dire quasi 5 volte di quelli di cui ha giustamente bisogno il settore della sanità. Ma al momento non ne sono stati proprio stanziati, senza un piano per il settore, per le ripartenze delle attività, per impedire la concorrenza sleale alla faccia della solidarietà europea sancita nei trattati. Il danno è stato fatto anche se ora le frontiere interne all'Unione sono state riaperte».

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