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sabato 27 giugno 2020

PRESENTATO IL PIANO DEI GHEZZI, CAMBIERÀ L'ASSETTO DI SOTTOMARINA E DEL LUSENZO: SPIRAGLI DI SOLUZIONE PER VIA ALTEA. IL 28 LUGLIO VIA AL FUTURO LUNGOMARE

È stato presentato questa mattina, nell'auditorium San Nicolò a Chioggia, il piano di sviluppo dell'area dei Ghezzi a Sottomarina, che si estende dalle immediate adiacenze dell'ospedale fino all'intersezione con la riva di via San Marco e campo Cannoni. A fare gli onori di casa l'amministrazione comunale, con gli assessori Marco Veronese al demanio e all'ambiente, e Alessandra Penzo all'urbanistica e lavori pubblici, oltre al dirigente di quest'ultimo settore, Gianni Favaretto. Il progetto è stato redatto dal presidente del consorzio Terre dei Ghezzi, l'architetto Nico Boscolo Agostini, che parimenti ne ha illustrato i contenuti.

Il piano prevede circa 216mila metri quadrati di intervento, di cui 180mila dati al Comune per gli spazi pubblici. Tra questi, 77mila metri quadri saranno adibiti a verde pubblico sopra 1300 metri lineari di lingua di terra lungo la parte ovest («quasi il doppio del corso del Popolo», ha precisato il progettista); inoltre 20mila mq di parcheggi, 27mila mq di strada, 4185 mq di pista ciclabile prolungata fino all'ospedale. Sarà rispettato l'indice edificatorio del 25%, di cui il 40% rappresentato da edilizia convenzionata. La viabilità e l'urbanizzazione riguarderanno la zona est, con condomìni a pettine che partiranno da 4 e 5 piani per scalare a 1-2 piani verso la laguna.

Trattandosi di nuove costruzioni, non vigerà il "piano casa" che consente di rialzare, valido solo per immobili già eretti. L'assessora Alessandra Penzo ha assicurato che il tracciato della strada pubblica sarà il primo lotto d'intervento, in anticipo rispetto a qualsiasi edificio: ora c'è tempo dieci giorni per le osservazioni degli interessati, che saranno vagliate nei successivi 20 giorni da parte degli uffici tecnici comunali, prima della procedura di valutazione ambientale strategica da parte della Regione. Il nuovo piano particolareggiato dei centri storici, ha specificato l'architetto Favaretto, consente di evitare il ricorso alla commissione di Salvaguardia dopo l'adozione da parte della giunta regionale.

L'architetto Boscolo, «convinto ciclista» come si è definito, ha teso a rassicurare i presenti: il tasso edilizio non sarà come nella zona dei nuovi comparti di Sottomarina, dove si era partiti dal 40% per arrivare al 70%, mentre nella parte a sud (verso la scuola de' Conti e l'ospedale) saranno realizzati impianti sportivi con pista di atletica proprio al servizio della cittadella scolastica. Nel percorso anche campielli, luoghi di aggregazione all'aperto e una darsena prevista dal Piano Regolatore Generale del 2009, che non taglierà a metà la riva bensì sarà possibile scavalcarla attraverso un nuovo ponte.

Restano in ballo le criticità già sollevate dai residenti di via Altea, Aralia e Ardisia: una di essi, la professoressa Giovanna Canini, le ha esplicitate in platea ottenendo il riscontro dall'assessora, che ha risposto come «lo snodo a nord è un problema e lo sappiamo». Alle viste, quindi, una possibile revisione di questa parte del progetto.

La responsabile dei Lavori Pubblici ha anche difeso la scelta di affidarsi a un tecnico esterno («avessimo impiegato il dirigente Favaretto, sarebbe stato occupato per due anni interi solo in questo») e ha ribadito che l'architetto Agostini non ha lavorato da solo, bensì ci sia stato un dialogo lungo con il consorzio che egli stesso rappresenta e un tavolo di concertazione vigilato con l'amministrazione, che ha fornito le linee guida. «Nessuna norma prevede una discussione preventiva all'adozione del piano - ha commentato la stessa Penzo - ma per trasparenza abbiamo indetto una seduta di commissione consiliare di modo da discutere il progetto con le opposizioni».

Due appunti importanti: le attività commerciali esistenti (come i cantieri nautici Sparissi e le cartiere Bariga) saranno passibili di spostamento ma verranno interpellate dal Comune nel momento dell'iter consentito dalla legge. Infine, il 28 luglio l'amministrazione presenterà alla cittadinanza il piano di riqualificazione ambientale del futuro lungomare, redatto dall'architetto Mauro Zamengo di Noale: «Lasceremo ai posteri un nuovo arredo urbano, degno del 2020», ha concluso Alessandra Penzo.

5 commenti:

  1. L’assessore Alessandra Penzo dice: «lo snodo a nord è un problema e lo sappiamo».

    Un ragionamento qui bisogna farlo. Se l’Assessore in rappresentanza dell’Amministrazione dice che lo snodo viario a nord è un problema, perché allora adottare il piano? Questo problema andava risolto PRIMA dell’adozione.
    Per intenderci, si sta parlando dell’innesto con la nuova strada dei Gerzzi attraverso una mini rotonda col vicolo Ardisia.
    Prevedono addirittura un ponte sulla riva a scavalco di una nuova darsena e non sono stati capaci di risolvere uno snodo viario.

    Infine, quello che l’assessore Alessandra Penzo lascerà ai posteri non sarà «un nuovo arredo urbano, degno del 2020», ma una gru in corso del Popolo all’altezza del palazzo Granaio che da 5 anni fa bella mostra di sé.

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    1. Non sono un fan dell'assessore Penzo, ma sulla gru del cantiere di Palazzo Granaio L'HO spiegato decine di volte. La permanenza della gru non ha alcun costo maggiore per il nostro comune fa parte del bando dove il costo della gru è compreso fino a quando non sarà finito il restauro, un restauro molto importante e complicato per una sfilza di problemi che sono accorsi per la particolarietà del manufatto. Bravi i tecnici del comune e l'azienda che sono riusciti a gestire con perizia questo importante restauro. Se vuoi criticare l'amministrazione, per cose serie, ce ne sono una sfilza non certo per la permanenza della gru in piazzetta granaio.

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    2. Non è questione di costi per il comune, ma di decoro della città.
      Siccome l’assessore dichiara che lascerà ai posteri per la città «un nuovo arredo urbano, degno del 2020», mi è sembrato opportuno accostare la presenza della gru di Palazzo Granaio.

      E’ vero o non è vero che quella gru è là da 5 lunghi anni? Ci saranno stati problemi, nessuno lo mette in dubbio, ma per carità, chiunque tenti di giustificare ciò, è indifendibile.
      Tanto per fare un esempio, il ponte stradale sulla laguna Veneta oggi chiamato "ponte della Libertà" progettato del 1931 dell'ingegnere Eugenio Miozzi, fu realizzato in soli 18 mesi. Trattasi di un ponte lungo m. 3.850 e largo m. 22.
      Quando si tirano in ballo i tempi per i lavori di palazzo Granaio, ci si deve solo vergognare.

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    3. Ti assicuro che in questo caso l'amministrazione comunale non ne ha alcuna responsabilità, si è trattato di un restauro particolarmente complesso con continue problematiche di tutti i generi: dagli stucchi, ai travi che erano particolarmente deteriorati, alle coperture, ai solai. Da quando è iniziato sono cambiate leggi e normative che hanno aumentato le difficoltà non ultima quella del covid che ha bloccato per mesi il cantiere. La gru è necessaria e non ha aumentato i costi perché fa parte del bando.

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  2. dice in facebook l’assessore Alessandra Penzo:
    «È difficile recuperare il degrado accumulatosi negli ultimi 10/15 anni, ma piano piano stiamo riportando la nostra città allo splendore che si merita»
    L’assessore si riferisce alle asfaltature e alla segnaletica. Come a dire che la sua Amministrazione ha dormito 4 anni prima di dare corso ad opere di ordinaria manutenzione. Infatti erano 10/15 anni che la segnaletica (strisce di pittura sulle strade) non venia rifatta. Ma valla a raccontare agli allocchi!!
    L’assessore dovrebbe dire invece che grazie allo sblocco dei fondi bloccati dalla legge di stabilità (ad opera non di questo governo ma di quello precedente) è stato possibile predisporre un piano per le asfaltature. Se non ci fossero stati quei fondi, non si sarebbe potuto fare nulla. Era quello che è accaduto alla precedente Amministrazione, tanto vituperata dai 5 stelle.

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