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martedì 3 luglio 2018

FORZA ITALIA, LEGA E LISTA CASSON PREOCCUPATE PER LA FUTURA GESTIONE DEL MERCATO ORTOFRUTTICOLO

I consiglieri di Forza Italia, della Lega e della lista "Chioggia è libera" che fa capo a Giuseppe Casson esprimono forte preoccupazione in merito alla futura gestione del mercato ortofrutticolo di Brondolo. Alla luce della pubblicazione della determinazione n.1372 del 22 giugno scorso, intitolata “Avvio della procedura per l’affidamento di gestione del mercato ortofrutticolo”, i consiglieri Beniamino Boscolo, Marco Dolfin e Giuseppe Casson ritengono che tale documento manifesti «posizioni diametralmente opposte rispetto agli impegni presi dall'amministrazione comunale tutta, in sede di commissione consiliare il 6 febbraio 2017, e in contrasto con la delibera di giunta dell'aprile 2016, oltre che con i patti parasociali sottoscritti». Se l’amministrazione «non avesse dormito» - continuano i consiglieri - «affidando da subito il referato all'Agricoltura (latitante nei primi 6 mesi di nuova amministrazione), non scorporando il referato ai Mercati mettendo in contrapposizione due assessori della stessa giunta), non avesse licenziato l’assessore ai Lavori Pubblici che stava facendo un ottimo lavoro per le esigenze del mercato, e avesse sottoscritto la convenzione prima della nuova legge Madia che poi ha cambiato le regole, probabilmente non saremmo in questa situazione di confusione e difficoltà».
Continuano i tre esponenti della minoranza: «Acqua passata non macina più, guardiamo avanti. L’amministrazione, alla luce della trasparenza e dell’onestà intellettuale, dovrebbe spiegare alle associazioni di categoria, alle aziende e ai lavoratori del comparto cosa sta combinando. Ad oggi, ciò che era previsto nella redigenda convenzione e atti amministrativi, non trova alcun riscontro nella determina, perché non solo non coincide, ma stravolge tutto il lavoro fatto dalla politica in questi anni -anche negli ultimi due- pensando che l’area e la struttura (che abbisognano di investimenti, ristrutturazione e maggior forza nell’organizzazione, opportunità molto frenate dalla mancata sottoscrizione di una nuova convenzione) con questo modo di procedere saranno danneggiate, a discapito del comparto orticolo».
In particolare, rilevano Boscolo, Casson e Dolfin, per quanto concerne la durata «nella determina si parla di un affidamento di 15 anni (solo perché il Comune vuole farli coincidere con la durata del servizio SST – nessun scopo industriale), mentre nella convenzione si parlava del 2050. Nell’affidamento non è mai inferiore ai 30 anni, ad esempio a Treviso». Inoltre, «nei contenuti della convenzione (mai firmata), che confermava il canone in proporzione al fatturato, con riconoscimento degli ammortamenti e dell’importante ruolo dell’amministrazione, la determina prevede invece un costo fisso di base d’asta di 44mila euro a rialzo per maggior punteggio, a prescindere dallo stato di salute della produzione». Poi «si esclude qualsiasi contributo economico dell’amministrazione comunale, quindi anche possibili finanziamenti pubblici del Ministero o del Fondo Sociale Europeo». Quindi «esclude la possibilità all’attuale società pubblico-privata di partecipare al bando, dando inspiegabilmente un segnale di discontinuità del lavoro svolto, visto che nella determina in maniera esplicita si prevedono solamente associazioni e consorzi, escludendo gli altri soggetti legittimanti dalle L.R. 22/1986». Infine «non è chiaro, in determina, quale sia il rapporto -nella risoluzione degli affitti esistenti e quanto ai nuovi contratti sottoscritti da SST (l’ultimo il 15 giugno scorso)- con la futura gestione del soggetto che otterrà l’affidamento del mercato».
Appare «evidente» - conclude il centrodestra "allargato" - che «l’amministrazione grillina abbia bisogno di fare cassa prevedendo costi fissi alla struttura, eliminando ogni proprio coinvolgimento, non avendo in testa un piano industriale a riguardo, e dissipando ogni esperienza fatta in questi anni con un segno di forte discontinuità». L'idea di Forza Italia, Lega e "Chioggia è libera" è tener conto di queste osservazioni e suggerimenti, e rivedere i contenuti della determinazione 1372 del 22 giugno, coerentemente con quanto previsto dalla delibera di giunta, dai patti parasociali, nella bozza della convenzione e quanto discusso in commissione.

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