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venerdì 28 giugno 2019

TERMINAL AL LARGO DI ISOLAVERDE, SODDISFAZIONE DI VGATE PER IL PARERE MINISTERIALE SULLO SCOPING. ORA LA VALUTAZIONE D'IMPATTO AMBIENTALE?

Primo passo per VGate, il terminal intermodale d'altura progettato al largo delle foci del Brenta dall'omonima società mestrina. La domanda di scoping presentata dall'impresa alla commissione tecnica del Ministero per l'Ambiente, preliminare alla valutazione d'impatto ambientale, ha infatti ricevuto lo scorso 7 giugno il parere della commissione stessa: al vaglio dei tecnici lo studio preliminare e il progetto di prefattibilità, inoltrati a Roma lo scorso novembre.
Stando all'iniziale disamina, la società VGate esprime fin d'ora soddisfazione per l'esito dell'istruttoria: negli incartamenti, infatti, viene evidenziato come «una parte rilevante dei temi analizzati abbia avuto riscontro nel parere della commissione». Ora il parere stesso sarà sottoposto alla valutazione dei singoli progettisti e consulenti che hanno lavorato all'iniziativa: VGate continuerà il confronto con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti, dal Comune di Chioggia alla Città Metropolitana, dall'Autorità Portuale di Sistema alla Regione Veneto, dalla Capitaneria di Porto ai Vigili del Fuoco, al fine di definire al massimo grado gli aspetti socio-economici e ambientali dell'opera.
VGate, di cui si è avuta notizia il 13 dicembre 2018 tramite la comunicazione tra il Ministero e il Comune, secondo i promotori «rappresenta la prima soluzione di terminal container per navi di nuova generazione al di fuori della Laguna, a servizio della portualità e del territorio del Veneto e con effetti positivi anche per altre Regioni. Un progetto che grazie al collegamento stradale e ferroviario permette di risolvere la cosiddetta "rottura di carico" tipica di ogni soluzione off-shore». Del progetto si è già parlato in sede municipale, presente lo stesso Alessandro Santi, amministratore delegato di VGate.

giovedì 27 giugno 2019

IL CONSIGLIERE DELL’IPAB GIORGIO FILIPPO SBATTE LA PORTA: “PESANTI INGERENZE DEL COMUNE, NON HA SENSO RESTARE AL CENTRO ANZIANI"

Pesanti interferenze del Comune, e segnatamente dell’assessore alle politiche sociali Luciano Frizziero, in seno al Centro Servizi per Anziani “Felice Federico Casson”. Le denuncia il consigliere d’amministrazione dell’ente Giorgio Filippo, nella lettera che annuncia le sue dimissioni dall’incarico: «Ho l’impressione – esordisce il professionista - che codesta amministrazione comunale persegua progetti e politiche riguardanti il CSA Casson che non meritano, e che non mi sento di condividere».
Prosegue Filippo: «Nel concedere la mia disponibilità iniziale all’incarico, ritenevo di poter offrire alla collettività la mia pluridecennale esperienza professionale di psicoterapeuta, oltre che quella ventennale di consulente psicologo nel CSA. Purtroppo ho maturato l’impressione che l’allineamento politico sovrasti di gran lunga ogni qualifica personale». Lo psicologo ritiene la politica «un contesto nel quale le decisioni maturano in seguito a un confronto franco, democratico, rispettoso delle altrui vedute, e non per imposizioni dettate da effimere posizioni di potere. Credevo che il consiglio di amministrazione del Centro Anziani potesse godere di maggiore autonomia, e comunque venisse consultato da codesta amministrazione prima di assumere decisioni che potrebbero condizionare il futuro dell’ente che i consiglieri sono stati chiamati ad amministrare. Non mi pare sia andata così».
La missiva firmata da Giorgio Filippo si conclude con un sarcastico «suggerimento non richiesto» al Comune: «Eliminate il cda dell’IPAB e trasferitene le mansioni alla indubbia competenza dell’assessore alle Politiche Sociali», che era stato peraltro già amministratore del CSA. Non vi è dubbio che ora nell’ente si apra un periodo burrascoso, al di là della surroga del consigliere uscente il futuro impone il conseguimento di alcuni obiettivi funzionali, anche se quelle di Filippo potrebbero non essere le uniche dimissioni.

mercoledì 26 giugno 2019

DUE PROGETTI DI PROMETEO E ANFFAS FINANZIATI DAI PIANI DI ZONA PER LA DISABILITÀ A CHIOGGIA

Sono stati presentati stamane alla sala dei Lampadari del municipio di Chioggia due dei tre piani di zona finanziati dal Comune e dall’ULSS 3 Serenissima per le persone con disabilità. I partner scelti, sostenuti da un ingente impegno di spesa, sono la cooperativa Emmanuel a Cavarzere, la cooperativa Prometeo di Chioggia e il centro diurno di ANFFAS: in particolare, quest’ultimo è coinvolto nel percorso di orientamento e formazione sulla specificità del territorio, aperto alle attitudini dei ragazzi tra i 18 e i 22 anni dopo le scuole superiori, quando purtroppo spesso si fermano.
I giovani in questione saranno inseriti in un panificio, in un’azienda agricola biologica, nelle sagre estive. La direttrice del centro diurno Franca Boscolo Marchi ricorda il grande sviluppo di queste strutture nel territorio, che fanno scuola anche per altre realtà limitrofe: «Ora le famiglie li conoscono, e i ragazzi stessi ci vogliono andare».

I nuovi bisogni, come ad esempio l’autismo, sono al centro dell’attenzione di ANFFAS oltre che dell’ULSS 3: il responsabile dell’area disabilità Mario Zotta delinea un quadro per cui è massima la valorizzazione delle autonomie di tali cittadini, fra comunità residenziali e progetti di vita in attuazione della legge detta “Dopo di noi”.
I progetti in questione riferiscono al decreto della giunta regionale 739/2015, riuscendo a ovviare ai limiti della legge stessa che privilegia gli handicap con maggiore gravità e lascia spesso scoperti i 3/4 dell’ambito d’intervento, ovvero i deficit medio-lievi. A questo proposito, Carlo Muccio della cooperativa Prometeo ricorda come le iniziative del privato sociale costituiscano «un hub, che si fa ente pubblico per dare risposte alle assenze».

Siccome «le esperienze formative con i disabili aiutano anche la città», la cooperativa lancia Prometering, sintesi di Prometeo e catering, ovvero un percorso didattico di apprendimento delle abilità di base nella gestione della cucina, finalizzato all’inserimento nel lavoro. I giovani hanno a disposizione un laboratorio di cucina attrezzato per la didattica, ma realizzato in modo che possa essere riconosciuto anche quale cucina domestica, in cui trasferire le abilità apprese.

IL MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI BRONDOLO AFFIDATO A SST FINO AL 2033, MA SOLO TRE ANNI LA CONVENZIONE PER GESTIRLO: POCHI PER INVESTIRE CON VISIONE

La gestione del mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Brondolo è stata riaffidata oggi dal consiglio comunale alla società partecipata SST, col sistema di house providing per una durata di 14 anni, quindi fino al 2033. Il provvedimento è passato all’unanimità dei consiglieri presenti, con 19 voti favorevoli. La partecipata ora è chiamata in due giorni a firmare la convenzione con Chioggia Ortomercato del Veneto, proprietaria della struttura, per la gestione diretta: in questo caso la data sarà limitata al 31 dicembre 2021.
Il capogruppo del PD Jonatan Montanariello comunque rileva come «tre anni siano troppo pochi, se si vogliono programmare grosse spese con visione di lunga durata». I tempi ora stringono per assicurare la continuità organizzativa aziendale: la nuova convenzione riconosce tra l’altro gli ammortamenti sugli investimenti fatti, per convincere ulteriori partner privati a dare il proprio apporto. «La delibera era già pronta un mese fa», ha commentato l’assessore alle partecipate Daniele Stecco.

martedì 25 giugno 2019

OPERAZIONE "CHIOGGIA PULITA": AL MERCATO DEL GIOVEDÌ VERITAS DISTRIBUIRÀ PORTACICCHE E ACCESSORI PER RACCOGLIERE LE DEIEZIONI CANINE

Al mercato settimanale di domani, giovedì 27 giugno, gli operatori di Veritas distribuiranno i portacicche tascabile e l'occorrente per raccogliere le deiezioni canine, in un apposito gadget a forma di osso. La consegna avviene nell'ambito della campagna di comunicazione "Chioggia pulita", che la società partecipata condivide con il Comune. Il gazebo di Veritas sarà davanti alla Loggia dei Bandi.
Il territorio comunale conta sopra 250 cestini per i rifiuti da passeggio, mentre per quelli ingombranti esiste l'Ecocentro a Val da Rio oltre al ritiro a domicilio previo appuntamento. I residenti virtuosi sono anche premiati con gli ecopunti del progetto Ecoattivi, che si trasformano in sconti nei negozi convenzionati. Il progetto "Chioggia pulita" continuerà al mercato del giovedì nei giorni 25 luglio, 29 agosto, 19 settembre e 17 ottobre.

IL SINDACO NEGA AL COMITATO NO GPL L'USO DELLA SALA CONSILIARE PER UN'ASSEMBLEA LA SERA DEL 5 LUGLIO

Non si svolgerà nella sala consiliare del municipio di Chioggia la prevista assemblea del comitato No Gpl il prossimo 5 luglio, per fare il punto della situazione dopo la scadenza del termine per la prosecuzione dei lavori al deposito in Val da Rio, e la richiesta di Costa Bioenergie per un risarcimento danni al Comune. Il sindaco ha negato l’uso della sala motivandolo con l’orario serale richiesto, quando nessun dipendente comunale è in servizio a garantirne l’apertura, la sorveglianza e la chiusura. Contestualmente, la nota dell’amministrazione evidenzia come non esista ancora alcuna documentazione rilasciata dal Ministero per le Infrastrutture riguardo la fine dei lavori, né appunto la relativa richiesta di proroga da parte di Socogas.

lunedì 24 giugno 2019

MERCOLEDÌ IL CONSIGLIO COMUNALE DI CHIOGGIA AFFIDERÀ LA GESTIONE DEL MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI BRONDOLO

È stata convocata per mercoledì 26 giugno alle ore 9 la seduta del consiglio comunale di Chioggia. All'ordine del giorno 14 argomenti, tra i quali l'affidamento della gestione del mercato ortofrutticolo di Brondolo. I consiglieri dibatteranno anche l'adeguamento del programma triennale delle opere pubbliche fino al 2021, il riconoscimento di un debito fuori bilancio dopo sentenza esecutiva del Tribunale di Venezia e numerose mozioni promosse dalle minoranze, aventi a tema ad esempio la gestione degli alloggi di edilizia residenziale popolare, il ripopolamento del centro storico di Chioggia, il futuro dell'arena Duse e il ripristino di piazza Europa senza il parcheggio recentemente introdotto.

"LA CELLA DI SICUREZZA AL COMANDO DELLA POLIZIA LOCALE È OMOLOGATA": IL COMANDANTE TIOZZO RISPONDE ALLA SEGRETARIA DEL PD

Il comandante della polizia locale Michele Tiozzo risponde all’osservazione della segretaria del PD di Chioggia, Barbara Penzo, la quale aveva notato come «la cella di sicurezza alla nuova sede dei Saloni non è a norma, dal momento che gli agenti non hanno potuto ufficializzare l’arresto del pregiudicato Diego Ballarin dopo la resistenza da lui scatenata lo scorso 18 giugno all’isola dell’Unione». Secondo Penzo, la stanza non è dotata di letto né di telecamere di videosorveglianza, costringendo due agenti a piantonare la persona trattenuta; inoltre, l’ubicazione al secondo piano implica il suo passaggio attraverso gli altri uffici.
Il comandante Tiozzo rileva invece che l’arresto di Ballarin da parte dei carabinieri è stato richiesto proprio dalla polizia locale, in quanto il comando chiude alle ore 20: «La cella non è un carcere né un pernotto – afferma Tiozzo – ma uno stallo temporaneo. I carabinieri invece hanno la possibilità di piantonare per 24 ore, solo per questo motivo è stato deciso di procedere in tale maniera il 18 giugno». La predisposizione di una cella nel nuovo comando di polizia locale, del resto, è uno dei motivi che hanno dato valore alla decisione di spostare la struttura dalla loggia dei Bandi all’isola dei Saloni.
Continua la spiegazione del comandante Tiozzo: «La cella è perfettamente funzionante e idonea agli scopi per cui è stata progettata, ovvero quale luogo sicuro da destinare a brevi e brevissimi periodi di custodia -esclusivamente durante l'orario di apertura del comando- ad esempio per soggetti da identificare oppure per persone fermate ed in attesa di essere trasferite in carcere. È dotata di porta blindata di sicurezza, lavandino con acqua corrente e WC. Il comando è operativo fino all'una di notte solo nei mesi estivi. Infine è assolutamente irrilevante che la cella di contenimento sia posta al secondo piano dello stabile: non esiste alcuna norma che preveda a quale piano debba essere collocato un locale del genere, ed in moltissimi reparti di polizia le celle di sicurezza sono posizionate ai piani più disparati».

IL 1° LUGLIO INCONTRO TRA AMMINISTRAZIONE E OPERATORI DELLA PESCHERIA PER LA SOSTITUZIONE DEL TELONE. BENIAMINO BOSCOLO ATTACCA LA GIUNTA

Avrà luogo lunedì 1° luglio alle ore 11 nella sala dei Lampadari al municipio di Chioggia l'incontro tra l'amministrazione comunale e il consorzio La Pescarìa de Ciósa, allo scopo di decidere quando verranno sostituiti i teloni rossi che coprono la pescheria al minuto, notoriamente consunti e forati. In materia interviene il consigliere Beniamino Boscolo, che ricorda quando -lo scorso 18 aprile- la giunta in commissione si espresse per una riparazione immediata: «Ma così non avvenne. Poi il sindaco - continua Boscolo - aveva affermato che i soldi del “tesoretto” si potevano spendere per sistemare il telone della pescheria, ma solo dopo l’approvazione del bilancio, e quindi i lavori sarebbero iniziati a maggio. Ma anche in questo caso, solo parole».
L'esponente dell'opposizione aggiorna la cronistoria all'inizio di giugno, quando l'assessora ai lavori pubblici Alessandra Penzo aveva assicurato l'avvio delle opere per il 24 giugno -oggi- e la loro conclusione il 2 luglio. Poi appunto l'accordo con il consorzio, per rinviare l'intervento pur necessario: un'intesa benedetta dallo stesso consigliere di minoranza, che concorda sul fatto che «iniziare i lavori del telone rosso nei momenti di minor traffico commerciale, ad esempio durante il fermo pesca o dopo l’estate, potrebbe essere un idea che nasce dal dibattito con chi vive il problema. Successivamente, comunque, la giunta venga a riferire in commissione o in consiglio su cosa è in grado di fare, e con quale scadenza: il cantiere del Granaio, il rilancio di riva Vena, la ridefinizione della ZTL a Chioggia e la lotta al commercio irregolare del pesce lungo le rive della città».

domenica 23 giugno 2019

TURISMO, L’ASCOT DI GIORGIO BELLEMO SBATTE LA PORTA DELL’OGD: “TROPPI PRIVILEGI, NON PERDIAMO TEMPO E DENARO”

L’organizzazione per la gestione della destinazione turistica “Chioggia: storia, mare e laguna” perde un pezzo importante. I titolari di concessione balneare riuniti in ASCOT hanno deciso di sbattere la porta in piena estate e abbandonare la struttura: il presidente Giorgio Bellemo, berlinguerianamente, trova «esaurita la spinta propulsiva» iniziale dell’organismo. «Abbiamo creduto nell’OGD – continua Bellemo – e vi abbiamo investito in tutti i sensi. Per includere tutti, l’amministrazione ha rincorso chi non voleva aderire: per questo si è rivelata uno strumento parziale, con un disegno strategico miope, di promesse mancate».
Di qui, la scelta di ASCOT: l’associazione ora «risparmierà tempo e denaro – è sempre Bellemo a parlare – perché ha altro da fare. Così lascia più spazio ad altri». Il presidente dei balneari è come al solito molto caustico e sibillino: «Si è venduto molto fumo. Siamo circondati da “geni”, per cui le regole valgono sempre ma per gli altri. Noi siamo contro i privilegi, che mi ricordano quando c’è la coda alla pizzeria Castagnacci e l’ultimo della fila la salta bellamente, chiedendo a chi conosce di acquistarne una padella anche per sé». Al di là della battuta saporita, Giorgio Bellemo e l’ASCOT chiudono così: «Come si può investire, quando una cosa non ti coinvolge e non la senti più tua?».

sabato 22 giugno 2019

L'OSSERVATORIO AMBIENTE E TERRITORIO DI CHIOGGIA: NO ALLE GRANDI NAVI NELLA LAGUNA, AL REFERENDUM TONINELLI E AL "BARATTO" COL DEPOSITO DI GPL

Giorni fa il sindaco Alessandro Ferro ha affermato che tutta la città sarebbe pronta e lieta di accogliere le grandi navi da crociera, quando non potranno più entrare in laguna dal canale della Giudecca. Questa mattina, una delegazione dell’Osservatorio per l’Ambiente e il Territorio di Chioggia era in corso del Popolo, con un gazebo davanti a palazzo Granaio, per distribuire volantini di dissenso da tale posizione: secondo l’Osservatorio, le grandi navi non devono entrare comunque nella laguna, nemmeno dalla bocca di porto di Chioggia, in specie dopo l’incidente nautico alla banchina di San Basilio lo scorso 2 giugno tra la MSC Opera e la River Countess.
Gli attivisti contestano il presunto “baratto” tra il deposito di gpl in Val da Rio, dove secondo il progetto di Venezia Terminal Passeggeri andrebbe a insediarsi la crocieristica pesante, e appunto l’arrivo dei “bestioni” del mare. Nelle mire dell’Osservatorio anche il referendum lanciato dal ministro Toninelli, con il quale i lagunari sarebbero chiamati a decidere tra Chioggia e Lido quale luogo di approdo delle navi: allo stato attuale, dicono, manca il livello progettuale minimo e suscettibile di una valutazione, mentre il solo disegno che ha ottenuto l’ok dalla valutazione d’impatto ambientale è quello offshore di Duferco al largo del Lido.
Gli ambientalisti reputano «una fiaba» il possibile avvio di infrastrutture, treni, raddoppio della Romea, anche considerando che i turisti delle navi vogliono andare a Venezia. «Mai più sacrificare la sicurezza vera e la salute di cittadini e ambiente sull’altare della speculazione e del profitto», chiosa il documento, senza infilare il coltello nella piaga delle potenziali incoerenze tra il no del sindaco al Comitatone (e i valori del Movimento 5 Stelle sempre sbandierati a favore della sostenibilità) e l’improvvisa svolta a favore del gigantismo navale.

venerdì 21 giugno 2019

DARSENA S.FELICE, CONTINUA LA POLEMICA CON LE PASSATE GIUNTE COMUNALI: "PIANO PARTICOLAREGGIATO FU APPROVATO SOLO DAL COMMISSARIO"

La vertenza tra il Comune di Chioggia e la darsena Porto San Felice torna ad agitare i sonni dell'ente, a distanza di oltre dieci anni dalla sua soluzione. Non solo la Corte dei Conti ha esteso a dirigenti e funzionari la richiesta di risarcimento alle casse pubbliche per danno erariale, ma la stessa impresa titolare della darsena intende specificare come si sono svolti i fatti, allo scopo di smentire ricostruzioni postume non accertate, che metterebbero in diversa luce il comportamento di alcuni protagonisti dell'epoca. Il legale del Porto San Felice, avvocato Carlo Alberto Tesserin, comunica infatti: «Non corrisponde a verità che il piano particolareggiato del Porto San Felice sia stato approvato dal Comune: il piano venne approvato nel 2004 dal commissario nominato dalla Regione Veneto».
Inoltre, «l’importo conseguito dalla società a titolo di risarcimento danni era dovuto perché il Comune è stato a ciò condannato, con sentenza del Consiglio di Stato passata in giudicato. Il danno che il supremo organo giurisdizionale amministrativo ha accertato essere stato causato dagli illegittimi provvedimenti comunali comprendeva non soltanto la perdita dell’importante contributo comunitario, ma anche i danni da immobilizzazione e per maggiori oneri sopportati dalla società in ragione del ritardo patito nella realizzazione e messa in esercizio della struttura nautica. Nelle sue difese il Comune sostenne in giudizio che il finanziamento sarebbe stato perso comunque, ma il Consiglio di Stato ha giudicato tale tesi priva di fondamento. La liquidazione dei danni è stata fatta da un funzionario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nominato commissario ad acta dal Consiglio di Stato in sede di ottemperanza, cioè nel corso del giudizio diretto a dare esecuzione alla sentenza definitiva di condanna».

L'ARCHITETTO RENZO RAVAGNAN: «L'AMMINISTRAZIONE ABBIA CURA DEL PATRIMONIO URBANO NEI CENTRI STORICI»

L’architetto Renzo Ravagnan, insigne urbanista, da oltre trent’anni tiene alto il nome di Chioggia anche attraverso l’Istituto Veneto per i Beni Culturali, che nacque proprio in città con 12 studenti locali. L’Istituto ha ricevuto dal Rotary Club -stamane la presentazione in municipio- una borsa di studio per la conservazione di tre tavolette votive (tolèle) site in altrettanti capitelli del centro storico. «Hanno valore socio-religioso – afferma l’architetto Ravagnan – per la memoria storica delle tradizioni. Per questo vanno trattate in maniera complessa, come fossero icone: risalgono all’Ottocento e sono state ridipinte sinteticamente più volte».

L’intervento è operato nei laboratori didattici dell’Istituto a Venezia (palazzo Grimani, Ca’ d’Oro e Santa Croce), mentre presto sarà disponibile un nuovo centro dell’IVBC a villa Pisani di Stra, dove saranno restaurati mobili del Sette-Ottocento; continua peraltro l’attività in Terra Santa, dove ogni anno apre un cantiere. Dal professor Ravagnan, che ricorda quando i suoi allievi smontarono sotto la neve e ripulirono lo stendardo di piazza XX Settembre in marmo d’Istria, un monito anche all’amministrazione comunale in carica: «La invito alla cura e all’attenzione verso il centro storico, che ha un patrimonio importante. Noto che gli intonaci non sono ricostruiti seguendo uno stesso sistema, che gli interventi di restauro non sono conservativi».

I SERVICE DEL ROTARY PER IL BIENNIO: VISITE CARDIOLOGICHE, CARD PER I BISOGNOSI, RESTAURO DI TRE CAPITELLI

Sono stati presentati questa mattina, nella sala consiliare del municipio di Chioggia, i service annuali del Rotary Club per la stagione 2018-2019, ovvero il finanziamento a opere benefiche in ambito sociale, sanitario e culturale. L’assessore Luciano Frizziero e il presidente del Rotary Piergiorgio Scuttari hanno illustrato così, assieme alla dottoressa Michela Bevilacqua della ULSS 3 il lancio delle visite cardiologiche estese a tutti gli studenti della classe V nella scuola primaria. Inoltre, il sostegno al progetto Brigata GustAbili della cooperativa sociale Titoli Minori e le 100 card da consegnare a persone bisognose in carico alla Caritas diocesana, un progetto partecipato dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Chioggia. Quindi, il Rotary contribuisce al restauro di tre dipinti votivi situati in altrettanti capitelli nel centro storico cittadino, messo in opera dall’équipe coordinata dall’architetto Renzo Ravagnan.

la playlist video degli interventi:


giovedì 20 giugno 2019

UN INCONTRO DELLA LEGA SPIEGA IL PIANO CASA VENETO 2050. MA L'ARCHITETTO TOMAZ: «APPLICARLO A CHIOGGIA E SOTTOMARINA NON SARÀ FACILE»

Numerosa e interessata la partecipazione all'incontro, organizzato mercoledì pomeriggio dalla Lega, all'albergo Le Tegnùe di Sottomarina, per l'illustrazione della legge regionale "Piano Casa Veneto 2050". A introdurre la questione al pubblico intervenuto, quasi tutti operatori e professionisti nell'ambito edilizio ed urbanistico, è stato il capogruppo consiliare Marco Dolfin: «Chioggia ha dimostrato di utilizzare questo strumento fin da subito, anche con qualche polemica – ha detto Dolfin – e oggi lo potrà fare, a maggior ragione, grazie alle nuove direttive ed indicazioni dettate dal nuovo Piano di tutela del territorio e della sostenibilità ambientale».
Il relatore Francesco Calzavara, presidente della 2^ commissione consiliare regionale, ha spiegato la filosofia della legge: un intervento legislativo che non vuole essere “temporaneo” come i precedenti piani casa, ma dettare norme organiche per consentire il rilancio dell'attività edilizia su base regionale, rinnovando il patrimonio abitativo esistente. La legge è appena stata approvata, ma la sua applicazione non sarà semplice e immediata: anche per questo è in corso una serie di incontri nei territori, per ascoltare pareri e suggerimenti degli operatori ed introdurre eventuali modifiche. Il confronto con la realtà chioggiotta, però, ha destato qualche perplessità tra i professionisti: in particolare l'architetto Silvio Tomaz ha osservato che, nella particolare situazione di Chioggia e Sottomarina, dove lo spazio fisico per ampliare i fabbricati sta solo verso l'alto, l'applicazione delle nuove norme sarà a dir poco difficile.
Quello della sopraelevazione, è stato anche osservato, è un limite anche per i condomìni i cui residenti, ai piani inferiori, non potranno usufruire dell'ampliamento pur essendo detentori di alcune quote del nuovo spazio fabbricabile. Si pone, quindi, il problema di una possibile cessione a terzi di quelle quote, in maniera simile a quanto previsto ad esempio per i ruderi di campagna. La consigliera Marcellina Segantin ha evidenziato l'incongruenza che a suo parere «impedirebbe al possessore di una casa a un solo piano di sopraelevare l'abitazione, poiché supererebbe il limite del 50% in più di altezza, mentre il fabbricato di quattro piani potrebbe essere alzato di ulteriori due senza incorrere in tale limite». L'incontro di mercoledì è stato comunque un primo passo: l'esperienza pratica di applicazione delle norme, tra qualche mese, potrà fornire ulteriori suggerimenti.

la playlist video degli interventi:

PONTE DEL MUSICHIERE COME LA FOSSETTA: SABATO MATTINA PROTESTA IN STRADA DEI RESIDENTI AI SALONI

A venti giorni di distanza dalla protesta del quartiere Fossetta, un altro ponte agita il ménage amministrativo locale. È quello intitolato a Nicolò de’ Conti, dai più conosciuto come “del Musichiere”, che collega il porto di Val da Rio e il quartiere Tombola all’isola dei Saloni: sabato mattina 22 giugno dalle ore 9 infatti gli abitanti dell’isola manifesteranno in strada per chiedere che il ponte venga messo nelle condizioni di essere di nuovo sfruttabile in entrambi i sensi di marcia senza restringimenti della carreggiata.
L’iniziativa è del comitato tra i residenti, ed è supportata anche in questo caso dai consiglieri dell’opposizione. Non solo il ponte sarà al centro delle vertenze: il ventilato trasferimento del mercato ittico all’ingrosso (e forse anche di quello al minuto) nella parte settentrionale dei Saloni, vicino alla vecchia marittima, impone di pensare a una viabilità di servizio che si affianchi a quella residenziale, già provata dal transito dei mezzi pesanti diretti alle aziende di trasformazione dei bivalvi.
Solo ieri l’assessora ai lavori pubblici Alessandra Penzo ha informato che attualmente non è arrivata al Comune alcuna nuova comunicazione dell’Autorità di Sistema Portuale per un allentamento delle misure imposte al ponte del Musichiere: lo scorso 19 febbraio il presidente Musolino si era espresso per il senso unico alternato, date le condizioni critiche perduranti. Non è escluso a breve un nuovo incontro tra i due enti.

mercoledì 19 giugno 2019

NUOVI ORARI PER L'UFFICIO INFORMAZIONI TURISTICHE IN LUNGOMARE A SOTTOMARINA. APERTA ANCHE UNA CHAT IN TEMPO REALE CON GLI UTENTI

Da lunedì 17 giugno è entrato in vigore il nuovo orario estivo per l’ufficio informazioni e accoglienza turistica in lungomare a Sottomarina. Il centro IAT sarà aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle 12.30 e dalle ore 17 alle 20.30, con attivazione del nuovo recapito telefonico 041 403652. Il centro IAT è presente anche quale pagina fb, dove è attivo “Leo", l’assistente virtuale: una nuova tecnologia che permette di fornire informazioni all’utente 24 ore su 24 tramite chat.

IL PONTE DEL MUSICHIERE RESTERÀ A SENSO UNICO ALTERNATO, CON RESTRINGIMENTO DELLA CARREGGIATA, FINO A NUOVA COMUNICAZIONE

L’amministrazione comunale smentisce quanto dichiarato dal consigliere Marco Dolfin, secondo il quale il ponte Nicolò de' Conti ("del Musichiere") potrebbe tornare a doppio senso fin da subito. L’assessora ai lavori pubblici Alessandra Penzo ha sollecitato di essere informata con documenti che provassero la fruibilità completa del ponte: «Attualmente non è arrivata al Comune alcuna nuova comunicazione dell’Autorità di Sistema Portuale in tal senso – afferma l'assessora Penzo – e l’ultima comunicazione ricevuta risale al 19 febbraio scorso, la quale afferma che nelle condizioni attuali è necessario consentire il transito esclusivamente a senso unico alternato. Dovremmo comunque a breve incontrare l’Autorità Portuale proprio per tale questione, ci auguriamo con esiti positivi. A chi fa certe affermazioni chiedo di portare la documentazione tecnica che confermi le loro tesi: se ciò non avviene si tratta solo di attacchi strumentali a fini propagandistici». Qualora dovesse pervenire al Comune una comunicazione diversa, l'ente provvederà al ripristino del doppio senso di marcia. Sabato mattina intanto è prevista una manifestazione in materia dei residenti all'isola Saloni, preoccupati dalla viabilità e dalle ipotesi di trasferimento del mercato ittico nella parte settentrionale dell'isola.

martedì 18 giugno 2019

L'ASSESSORE DANIELE STECCO STAMANE ERA IN RIUNIONE DI GIUNTA: RIENTRA IL SUO PROPOSITO DI DIMETTERSI?

Forse tende a sgonfiarsi il giallo delle dimissioni attribuite all’assessore Daniele Stecco. Il titolare delle deleghe al bilancio, alle società partecipate, alle politiche europee, alla pesca e agricoltura ha partecipato nella tarda mattinata di oggi a una riunione di giunta, convocata per deliberare su vari argomenti. L’assessore torna così in municipio dopo che per tutto il weekend e nella giornata di ieri il suo silenzio e la sua assenza avevano alimentato le voci convergenti attorno all’ipotesi di rassegnare l’incarico. Restano comunque ancora misteriose le ragioni dei “mal di pancia” di Stecco: si ipotizzano malumori per la riduzione del personale a disposizione dell’ufficio politiche comunitarie, se non la mancata partecipazione a un bando: a meno che non vi sia qualcosa di più personale e fiduciario. Le ore a venire diranno se si è trattato solo di una tempesta di stagione o se le braci della crisi covano ancora.

NUOVA LEGGE REGIONALE URBANISTICA, NE PARLA UN INCONTRO DELLA LEGA MERCOLEDÌ POMERIGGIO A SOTTOMARINA

Mercoledì 19 giugno dalle ore 17.30 all'hotel Le Tegnùe in lungomare Adriatico 48 a Sottomarina avrà luogo un incontro a carattere politico-amministrativo organizzato dalla Lega di Chioggia, a proposito della nuova legge regionale urbanistica denominata "Veneto 2050". In materia conferiranno il presidente della 2^ commissione consiliare alla Regione Veneto Francesco Calzavara e il capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Chioggia Marco Dolfin. L’ingresso è gratuito.

domenica 16 giugno 2019

L'ASSESSORE DANIELE STECCO STA PER DIMETTERSI?

Fitto mistero attorno alle possibili dimissioni dell’assessore Daniele Stecco, ventilate già da sabato mattina nel tam tam interno ed esterno al palazzo. Le voci, piuttosto attendibili, danno il titolare delle deleghe al bilancio, politiche comunitarie, società partecipate, pesca, agricoltura e mercati in uscita dalla giunta: come nella maggior parte dei precedenti casi -ormai quattro- il motivo risiederebbe in dissidi di condotta politico-amministrativa tra l'assessore in questione e il sindaco Alessandro Ferro.
Ma il primo cittadino, contattato stamane -lunedì- da Chioggia Azzurra, smentisce categoricamente l’evenienza, trincerandosi dietro un laconico «è tutto okay». Anche se Stecco nel weekend pare aver sospeso le comunicazioni con il resto della giunta, questa mattina nessuno lo ha visto nei paraggi del municipio: le ultime notizie parlano di un tentativo di riavvicinamento che i vertici del Movimento 5 Stelle stanno operando nei confronti di Stecco per indurlo a mantenere i suoi gravosi incarichi. Per la formalizzazione delle dimensioni, in ogni caso, occorre l'ufficialità tramite comunicazione all'ufficio protocollo del Comune di Chioggia, che al momento non sussiste.
Tuttavia non sarebbe la prima volta, dice chi lo conosce bene, che Daniele Stecco pensa all'ipotesi di rassegnare le dimissioni, salvo poi rimanere al suo posto: anche in questi giorni, quindi, potrebbe trattarsi di un "falso allarme". L'eventuale fuoriuscita del tecnico di origine vicentina non sarebbe certo indolore per la compagine di governo, dal momento che è venuto assommando incarichi decisivi per l'economia e per le finanze della città, gestendo partite cruciali come ad esempio la vertenza TARI con i concessionari balneari morosi. Peraltro, il consigliere del PD Jonatan Montanariello segnala che il Comune avrebbe ridotto le risorse a disposizione dell'ufficio politicbe comunitarie -proprio tra le deleghe di Stecco, esperto per mestiere nel "carpire" i fondi europei- e anche questo aspetto potrebbe aver causato la presunta rottura tra sindaco e assessore.
Nei tre anni di consiliatura Ferro sono usciti dalla giunta, nell'ordine, Marco Boscolo Bielo (urbanistica e lavori pubblici), Angela d'Este (turismo, attività produttive, eventi), Patrizia Trapella (politiche sociali, pesca, agricoltura) ed Elga Messina (urbanistica e lavori pubblici): dello schieramento iniziale resiste il vicesindaco Marco Veronese, unico assessore eletto consigliere nelle liste del M5S alle elezioni del 2016.

sabato 15 giugno 2019

DARSENA SAN FELICE, NUBI ALL'ORIZZONTE IN COMUNE: LA CORTE DEI CONTI AVREBBE ESTESO A 7 DIRIGENTI E DUE EX SINDACI LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO

Giorni di trepida allerta in Comune, dopo la richiesta da parte di Socogas di un milione di risarcimento per la sospensione dei lavori al deposito di gpl avvenuta nel 2017. In un periodo già turbolento per le sorti dell’amministrazione, giunge a ciel sereno il rigurgito della vertenza che all’inizio degli anni Duemila oppose l’ente ai costruttori della darsena San Felice: il consigliere leghista Marco Dolfin infatti rivela che la Corte dei Conti, ultimamente, avrebbe inviato a Palazzo un documento che individua i presunti responsabili del danno erariale subìto dal Comune, per l’esborso di quasi 2 milioni nei confronti dell’impresa. Il debito fuori bilancio fu poi saldato a seguito di sentenza del Consiglio di Stato nel 2012. Tuttavia, contrariamente a quanto si è ritenuto fino ad ora, consiglieri e assessori del periodo 1997-2002 non sarebbero i responsabili, o almeno non lo sarebbero in via esclusiva: la Procura avrebbe individuato infatti anche funzionari tecnici e amministrativi che avrebbero potuto evitare il tracollo. Si tratterebbe, oltre agli ex sindaci Fortunato Guarnieri e Romano Tiozzo, anche dei dirigenti al settore urbanistica Marina Pacchiani, Sabrina Lenoci e Massimo Valandro, dei segretari generali Roberto Finardi, Stefano Nen e Roberto Natale, nonché dell'avvocato civico Carmelo Papa.
L’indagine si fonda sopra un documento che non era mai stato tenuto in considerazione, ma che lo stesso sindaco di allora Guarnieri aveva ricordato già nel 2016: ovvero la transazione sopraggiunta nel 2001 tra l’ente e la darsena per non agire oltre in via giudiziaria, poi decaduta con l’avanzare del procedimento. La validità di quell’accordo era stata riconosciuta dalla stessa impresa. Ora l’interrogazione di Dolfin chiede sia reso pubblico il documento, e di conoscere i motivi che hanno portato la Corte a rivolgere le sue attenzioni ai funzionari. Quali iniziative intende operare il sindaco rispetto ai soggetti che potrebbero avere responsabilità ma che la Procura non può perseguire? Dal primo cittadino non è ancora arrivata una smentita all’esistenza del documento inviato dalla Corte dei Conti. Ma gli uffici, dirigenti di allora e di oggi in primis, sono sempre meno sereni.

giovedì 13 giugno 2019

SOCOGAS CHIEDE UN MILIONE DI RISARCIMENTO DANNI AL COMUNE PER LO STOP IMPOSTO AL DEPOSITO DI GPL NEL 2017. E ADESSO?

Costa Bioenergie ha inviato al Comune di Chioggia, nella persona del dirigente al settore Urbanistica Gianni Favaretto, ingiunzione di risarcimento danni per l’ammontare di un milione di euro. L’ingiunzione è relativa all’ordinanza comunale firmata da Favaretto il 9 maggio 2017, la quale intimava di fermare i lavori allora in corso al deposito di gpl in Val da Rio, con richiesta di remissione in pristino (quindi la demolizione): il provvedimento era stato preso dall’ente dopo la richiesta della Sovrintendenza per presunta mancanza di autorizzazione paesaggistica dell’impianto.
In tale circostanza, Socogas aveva interrotto i lavori per 55 giorni e avanzato ricorso al TAR, poi vinto nel giugno 2018, per l’annullamento dell’ordinanza -ritenuta illegittima- con annessa richiesta di risarcimento dei danni al Comune. Ora i legali dell’impresa fidentina hanno formulato la somma corrispondente al danno da sospensione delle opere e al danno d’immagine, agendo per il risarcimento nei confronti del Comune e del dirigente. Intanto al cantiere tutto è fermo in attesa del collaudo statico e operativo del deposito.
Nel nuovo giudizio avanti il TAR, per ottenere il risarcimento, Costa Bioenergie troverà l'opposizione del Comune: «La richiesta dell'impresa è ingiustificabile – commenta il sindaco Alessandro Ferro – e semmai è la città ad essere danneggiata da un impianto che non vuole». Aggiunge il vicesindaco Marco Veronese: «Ci difenderemo in giudizio poiché il Comune doveva ordinare la demolizione a seguito dell'espressa richiesta della Sovrintendenza di intervenire per fermare la costruzione del deposito».

mercoledì 12 giugno 2019

ERIKA BALDIN (M5S): SÌ ALLE NAVI DA CROCIERA COMPATIBILI A CHIOGGIA, RIMUOVENDO IL DEPOSITO DI GPL. TONINELLI PRESTO IN CITTÀ?

Ieri il consiglio regionale veneto ha approvato una mozione che impegna l’ente a essere parte attiva nella ricerca di una soluzione all’approdo delle grandi navi a Venezia, mantenendo però il capoluogo quale home port. Al voto non ha partecipato il Movimento 5 Stelle: la consigliera regionale Erika Baldin conferma che il M5S non vuole le grandi navi a Venezia, «va preservata anche se gli interessi di Zaia e di Brugnaro sono altri, ovvero mantenerle dove sono, cioè alla Marittima nonostante lo specchietto per le allodole di Marghera».
L’esponente stellata rivendica, assieme all’amministrazione comunale, di aver suggerito la soluzione Chioggia: «Il ministro Toninelli – continua Baldin – sarà in città nei prossimi giorni, e farà il giro dei luoghi interessati». Secondo il Movimento, se sarà scelta Chioggia con il terminal di Val da Rio importante sarà definire prima il numero, lo scaglionamento temporale e soprattutto il tonnellaggio degli scafi: «Diciamo no ai giganti del mare all’interno della città – prosegue la consigliera – ma solo navi compatibili». Condizione sine qua non, la realizzazione preventiva delle infrastrutture: la nuova ferrovia, la messa in sicurezza della Romea e naturalmente l’eliminazione del deposito di gpl dalla location prescelta.