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venerdì 19 ottobre 2018

CHOC IN COMUNE: SPESA CORRENTE A SECCO, BLOCCATI TUTTI I PAGAMENTI. MANCANO GLI INTROITI PREVISTI DAGLI AUTOVELOX

La sindrome della quarta settimana per le famiglie diventa quella dei dieci mesi per il Comune, dove chiude la borsa della spesa corrente e vengono bloccati i pagamenti fino a fine anno. Una lettera del ragioniere generale Mario Veronese, inviata a tutti gli uffici, i dirigenti, gli assessori e al presidente del consiglio comunale, notifica l’assenza di circa 700mila euro previsti nel bilancio annuale dall’entrata in funzione dei due nuovi autovelox, posticipata di qualche mese: gli introiti da incamerare attraverso le sanzioni amministrative a chi sfora la velocità non sono quindi nella disponibilità del Comune, che vede messo a serio rischio il pieno esercizio delle proprie funzioni negli ultimi due mesi dell’anno.
Pertanto i “rubinetti” finanziari vengono momentaneamente chiusi, in assenza di certezze riguardo gli incassi delle multe. Questo capitolo di bilancio, vale sottolinearlo, non ha niente a che vedere coi 39 milioni recentemente smobilitati dalla gabbia del patto di stabilità, né col milione e mezzo della legge speciale per Venezia, in quanto fanno parte delle spese per investimenti e non della spesa corrente, che riguarda il personale e le dotazioni della sede municipale.
Il presidente del consiglio Endri Bullo sostiene che la lettera del ragioniere generale sia standard, inviata ogni anno dopo le verifiche contabili, ma ammette che l’entrata in funzione ritardata degli autovelox abbia causato l’ammanco in questione. Preoccupato il consigliere leghista Marco Dolfin: «Non vorrei venissero appiedate le auto della polizia locale e pure i buoni pasto dei dipendenti». Intanto la borsa è chiusa.

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