Pagine

sabato 14 novembre 2020

DOPO LE DICHIARAZIONI DELLA SOVRINTENDENZA, PONTE DELLA FOSSETTA DA SMONTARE E RIMONTARE COM'ERA? DOLFIN: «NO, VA DEMOLITO E RICOSTRUITO DA ZERO»

Ha suscitato scalpore la presa di posizione dell'architetto Elisabetta Norbiato, funzionaria della Sovrintendenza Archeologica, alle Belle Arti e al Paesaggio di Venezia, secondo la quale il ponte che attraversa il canale Fossetta non andrebbe abbattuto per costruirne uno ex novo, bensì rimontato com'era in forza di un presunto «valore territoriale». Questo intendimento era stato riportato ieri dall'assessora ai Lavori Pubblici, Alessandra Penzo, durante la rassegna stampa di Chioggia Azzurra.

È il consigliere regionale Marco Dolfin, tra i più attivi nel chiedere la riapertura del ponte anche attraverso esposti alla Procura della Repubblica, a stigmatizzare come fuori luogo tali asserzioni: «Bisogna finirla di considerare Chioggia una realtà dove fare esperimenti! Ricordo che esiste la relazione tecnica di un ingegnere scelto dal Comune, il quale sottolinea la necessità di demolire il ponte a causa della criticità emersa dai sopralluoghi alla struttura. Il ponte della Fossetta è talmente compromesso da dover essere abbattuto».

Conclude Dolfin: «Non starò certo seduto ai bordi del canale Fossetta, in attesa di veder smontato, catalogato e ristrutturato il ponte! Mi attiverò anzi in tutte le sedi opportune, dovesse esserci l'intenzione di procedere in questo modo, perdendo ancora tempo e denaro. Qualsiasi analisi tra costi e benefici dice anche che costerebbe assai meno costruirne uno dal niente, una volta demolito il precedente che è ancora attuale».

1 commento:

  1. Non ci si può fermare e inchinarsi alle cervellotiche richieste della funzionaria della Sovrintendenza Archeologica architetto Elisabetta Norbiato.
    La Sovrintendenza di Venezia è un ufficio che dipende dal Ministero e quindi bisogna saltare la funzionaria e colloquiare direttamente col Ministero.
    Bisogna anche fare presente che la Sovrintendenza veneziana ci mette il naso in quanto l’opera di che trattasi ricade all’interno della perimetrazione della gronda lagunare, ma che in realtà il parere della Sovrintendenza è superfluo per un’opera del genere. Non è, per esempio, come metterci le mani sulla Torre Garibaldi del 1.500 o su palazzo Granaio del 1.300 (anche se qualche parolina andrebbe spasa). Quindi tanto più bisogna trattare direttamente col Ministero e far sentire le proprie ragioni.

    Infine, queste elementari ragioni testé formulate, possibile che in comune non ci sia un Funzionario o un Amministratore che le ponga in essere?

    RispondiElimina

Chioggia Azzurra suggerisce ai gentili lettori la registrazione di un proprio account Google -anche attraverso uno pseudonimo- con il quale commentare gli articoli, al fine di favorire una miglior comprensione dell'identità digitale tra utenti. Non è nostra intenzione schedare o rintracciare in qualche modo chi commenta anonimamente; anzi lasciamo in tal senso la massima libertà al lettore di non declinare le proprie generalità, restando però nell'ambito del buon gusto e della corretta educazione nel commentare senza offendere alcuno. Siamo certi di essere compresi in questa esigenza, e per questo Chioggia Azzurra ringrazia.