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mercoledì 4 ottobre 2017

IL PD CONTRO LA NOMINA DELL'ARCHITETTO BERGAMO IN SALVAGUARDIA: "ANCORA UN FORESTO"

Il Partito Democratico di Chioggia critica la scelta della giunta a Cinque Stelle di affidare all'architetto mestrino Paolo Bergamo la rappresentanza della città in seno alla Commissione di Salvaguardia. «Tanto per cambiare, hanno nominato ancora un "foresto"», dice Terry Manfrin, segretario comunale del PD. «I 5 Stelle hanno fatto propaganda per nascondere un dato vergognoso: hanno dichiarato che Chioggia ha un commissario dopo anni, ma il vero dato che è un mestrino. A lui auguriamo buon lavoro, ma sembra strano che i 5 Stelle continuino a non trovare tra i chioggiotti qualcuno che possa occuparsi della città», dopo le scelte di qualche assessore e le nomine alle partecipate. Nel mirino di Manfrin è proprio il sindaco: «Ferro è un architetto. Fa specie che tra i suoi colleghi non ne conosca uno in grado di rappresentare Chioggia in Commissione di Salvaguardia. Non si sbaglia nel dire che con questa nomina si offende la professionalità dei molti tecnici capaci che la nostra cittadinanza ha a disposizione».

GIUDICE DI PACE E PARTECIPATE, FERRO CONTRO I COMUNI VICINI E IL GOVERNO

L'ufficio del giudice di pace e la partecipazione del Comune alle aziende controllate sono fra i temi caldi di questi giorni nell'attività amministrativa, e il sindaco Alessandro Ferro ne parla ai microfoni di Chioggia Azzurra. «La situazione dell'ufficio del giudice di pace si era già aggravata durante l'estate», nota il primo cittadino. «La nostra volontà è di fare il possibile e l'impossibile per mantenerlo in città, non possiamo permetterci di perderlo. Ma una serie di contenziosi attuati da parte dei dipendenti hanno messo in difficoltà l'amministrazione, dal momento che non è possibile rimpiazzarli in forma coatta, e devono essere volontariamente disposti a lavorare in quell'ufficio». Sondati più volte personalmente, nessuno si è dichiarato disposto a spostarsi all'ex cittadella della giustizia, per via della norma che non li parifica nell'indennità ai loro colleghi dipendenti del ministero di Grazia e Giustizia: «Godono di una retribuzione da comunale -continua Ferro- anche se le loro funzioni sono ben diverse, ciò è incomprensibile». In più, i Comuni di Cona e Cavarzere nicchiano riguardo la loro partecipazione alle spese dell'ufficio: una delibera di Cona ha stabilito di contribuire in modo forfettario, da Cavarzere nessun segnale. «Chioggia si fa carico anche per gli altri due Comuni della provincia sud -prosegue Alessandro Ferro- e ciò è inaccettabile».

Il sindaco ne ha anche per il governo nazionale: è di questi giorni la valutazione da parte del Comune dell'uscita dal cda delle società partecipate Chioggia Terminal Crociere e Chioggia Ortomercato del Veneto, imposta dalla legge Madia che prevede alcuni requisiti di fatturato per mantenere una quota pubblica nelle aziende. «Il consiglio ha delibera una ricognizione», spiega l'esponente del MoVimento 5 Stelle: «Abbiamo un anno di tempo per raggiungere gli obiettivi richiesti o dovremo scegliere la soluzione migliore per l'amministrazione». Sul piatto la condizione dei dipendenti di queste imprese, che non possono essere riassorbiti nell'organico del Comune: «Il governo -sostiene amaramente Ferro- scarica tutto sugli enti locali». Tuttavia l'amministrazione «crede nella crocieristica e nell'ortomercato, nonostante queste difficoltà»

lunedì 2 ottobre 2017

NOMINATI STAMANE GLI SCRUTATORI PER IL REFERENDUM VENETO DEL 22 OTTOBRE

Si è riunita questa mattina la Commissione Elettorale allo scopo di nominare gli scrutatori per il referendum regionale in programma domenica 22 ottobre. La legge prevede che la commissione debba procedere alla nomina degli scrutatori all’unanimità, scegliendoli fra i nominativi che rientrano nell’albo: non possono quindi essere nominati scrutatori esterni ad esso. Anche la graduatoria dei sostituti deve comprendere persone iscritte nell’albo, aggiornato annualmente. Se l’unanimità non è raggiunta, ciascun membro della commissione elettorale vota rigorosamente per solo un nome, con riferimento a ciascun ufficio elettorale di sezione, così come previsto dalla Legge 22/2006. Saranno poi proclamati scrutatori coloro che abbiano ottenuto il maggior numero di voti, e nel caso di parità di voti avrà la meglio il più anziano per età.
La Commissione Elettorale presieduta dal vicesindaco Marco Veronese, come per il referendum del 4 dicembre scorso, ha deciso di procedere ad un prima estrazione casuale degli scrutatori da assegnare ai 50 seggi più i due speciali, fra tutti gli iscritti all’albo degli scrutatori, che poi sono stati confermati e nominati. «La Commissione ha deciso di procedere anche questa volta con la modalità ad estrazione casuale -spiega il vicesindaco- in modo da garantire a tutti la stessa possibilità di essere nominati. L’ufficio elettorale ha provveduto di recente all’aggiornamento dell’albo degli scrutatori, chiedendo agli iscritti la volontà o meno di mantenere tale iscrizione. È giusto dare a tutti la possibilità di essere nominati, sperando di riuscire a dare l'opportunità a chi non ha mai rivestito questo compito di poterlo fare per la prima volta».

sabato 30 settembre 2017

VERSO IL REFERENDUM VENETO: INCONTRO GIOVEDÌ 5 OTTOBRE CON IL GIURISTA MARIO BERTOLISSI

Il prossimo 22 ottobre i veneti saranno chiamati a rispondere al referendum consultivo che chiede maggiori spazi di autonomia alla Regione. Per inoltrarsi nella questione, il Centro Studi nelle Istituzioni intitolato al professor Livio Paladin organizza giovedì 5 ottobre, dalle ore 20.45 nella pinacoteca della chiesa SS.Trinità (Rossi) a Chioggia un incontro con il giurista Mario Bertolissi, ordinario di Diritto Pubblico all'Università di Padova, esperto di diritto costituzionale. La referente Francesca Donà auspica che «l'evento possa costituire un momento di discussione utile alla comunità civica, e in modo particolare per i giovani, al di là delle posizioni assunte sul tema dalle varie forze politiche». L'ingresso è gratuito.

giovedì 28 settembre 2017

TRASPORTO ACQUEO A FINI TURISTICI: 19 LE LICENZE CONCESSE A CHIOGGIA, MA DECIDE LA CITTÀ METROPOLITANA

Un tavolo tecnico di lavoro per definire il fabbisogno di licenze nel settore del trasporto acqueo a fini turistici, e quindi le richieste da formulare alla Città Metropolitana. L'intenzione è stata espressa ieri pomeriggio, durante una seduta della VI commissione consiliare, dall'assessora al turismo Angela d'Este, su indicazione del dirigente della polizia locale Michele Tiozzo. La riunione era stata chiesta per fare luce sui recenti esposti che più aziende coinvolte hanno presentato, le une contro le altre o alcune verso il Comune, con richieste di danni, dopo la delibera di giunta n.142 del 2017 che aveva ridefinito i plateatici in piazza Vigo. Maggioranza e opposizioni si sono trovate d'accordo sul fatto che l'incertezza freni l'espansione di un comparto in crescita, e anche se la commissione di ieri non poteva certo essere risolutiva emerge l'esigenza da parte degli stessi amministratori di conoscere più a fondo le norme e le loro applicazioni ai casi diretti. Molti gli operatori presenti in platea, quando la d'Este ha detto che la delibera di indirizzo «tira una linea su ciò che c'era prima, dal momento che la situazione di piazza Vigo non era più in linea col valore storico, artistico e sociale del luogo».
Al dirigente Tiozzo il compito di fotografare lo status quo: ad oggi vigono 2 licenze per taxi acqueo con base all'isola dell'Unione, 2 licenze per il noleggio con natante a motore, 10 di granturismo fino a 25 tonnellate e 2 oltre questa soglia, più 3 imbarcazioni tipiche per un totale di 19 licenze concesse al trasporto di persone nelle acque lagunari. Il numero delle concessioni -ricorda Tiozzo- viene deciso dalla Città Metropolitana: affinché aumentino occorre un'azione di lobbying in quella sede. «La situazione è satura finché da Venezia non allargano le maglie, se il Comune è raggiunto da ulteriori domande può essere formulata alla ex provincia una richiesta di ampliamento». Gli operatori sono pertanto stretti fra le rigidità dei vincoli numerici e i limiti della norma attuale, soprattutto di definizione fra le varie fattispecie: e come sempre, negli interstizi tra ciò che non si può fare e ciò che non viene espresso, gli attori si muovono in bilico. Di qui la richiesta di un tavolo tecnico da lanciare entro l'anno, un'esperienza che l'assessora d'Este vorrebbe ripetere anche in altri quadranti economici per accrescerne lo sviluppo.

L'ARCHITETTO MESTRINO PAOLO BERGAMO RAPPRESENTERÀ CHIOGGIA NELLA COMMISSIONE DI SALVAGUARDIA


Si è svolta lunedì 25 settembre a Venezia la conferenza dei sindaci per la designazione dei rappresentati effettivi e supplenti dei Comuni della gronda lagunare -a seguito del rinnovo delle amministrazioni comunali di Mira, Campagna Lupia e Jesolo del giugno scorso- in seno alla Commissione per la Salvaguardia di Venezia. Nel gennaio scorso il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro aveva inviato proprio alla Commissione di Salvaguardia una lettera nella quale chiedeva di valutare l’ipotesi di rinnovare le nomine dei componenti indicati dai Comuni a seguito delle elezioni di Chioggia del maggio 2016 e di Venezia dell’anno precedente. La Regione Veneto, con propria nota di marzo, a seguito della lettera del sindaco Ferro e dato il tempo trascorso dalle nomine, chiedeva ai Comuni se intendessero confermare o meno i rappresentanti in seno alla Commissione di Salvaguardia o se volessero procedere a nuova designazione. Il Comune di Chioggia e quello di Mira si sono espresse favorevolmente per una nuova nomina, la Regione Veneto comunicava quindi con nota dell’aprile scorso che -dopo le elezioni dell’11 giugno- sarebbe stata convocata una apposita conferenza dei sindaci per l’individuazione dei nuovi rappresentanti. Il Comune di Chioggia nella seduta di lunedì ha proposto quale membro della Commissione l’architetto Paolo Bergamo di Mestre, direttore dei lavori ed esperto in controllo di qualità dei materiali nelle opere civili ed ambientali, soprattutto nel progetto Mo.Se, con riferimento alle bocche di Porto di Chioggia, oltre ad altri cantieri, mentre Jesolo ha proposto l'architetto Giorgio Rizzi. A seguito della votazione, all’unanimità sono stati designati i due componenti effettivi, Giorgio Rizzi e Paolo Bergamo, e i due componenti supplenti, Giancarlo Stocco e Marco Dori, sindaco di Mira. «Era necessario procedere alla designazione dei rappresentanti della Commissione di Salvaguardia -spiega il sindaco Ferro che ha partecipato alla riunione assieme all’assessora all’urbanistica Elga Messina- ora finalmente la Commissione lavorerà con i membri designati dalle amministrazioni in carica».

martedì 26 settembre 2017

BELLEMO (ASCOT): “SI COSTRUISCE TROPPO, MA GLI OPERATORI BALNEARI NON VENGONO ASCOLTATI”

Una stagione turistica molto positiva a Sottomarina, almeno fino al 31 agosto, prima della debacle col maltempo di settembre. È il giudizio di Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, l'associazione che raggruppa i concessionari balneari: «C'è stata una grande affluenza di escursionisti, anche nelle realtà limitrofe. Questa riscoperta dei luoghi vicini non è aliena da una certa paura ad andare all'estero, per i noti motivi». Eppure non sono tutte rose e fiori: «Non abbiamo al momento le condizioni ottimali per aumentare le presenze, ovvero per far rimanere qui i turisti oltre i sabati e le domeniche», nota Bellemo. «Il settore ricettivo, sia alberghiero che in altre forme, manifesta alcune carenze, e certe strutture andrebbero riconvertite per agganciare un turismo diverso. Occorre anche reperire aree adeguate alla sosta dei camper, anziché imbarcarsi in guerre sbagliate».

Ma la critica del presidente di Ascot investe anche l'amministrazione comunale: «Le loro cinque stelle simboliche, a rappresentare ambiente, sviluppo, connettività, acqua pubblica e mobilità sostenibile, ancora non le abbiamo viste. E dopo un anno il rodaggio è certamente finito». Bellemo osserva con dispiacere che «tutte le pratiche presentate dagli operatori balneari vengono cassate dal Comune, come la costruzione di piscine e servizi igienici per disabili, con modifiche a standard urbanistici. Mentre c'è una esasperata crescita dell'immobiliare residenziale, come negli anni '70. Viene costruito anche negli ambiti vicini ai cimiteri». Per quanto il piano casa regionale lo consenta, «i comparti quasi raddoppiano le cubature, e la politica deve equilibrare. Il calo di residenti non giustifica il boom edilizio esagerato, è una contraddizione in termini». Secondo Giorgio Bellemo, va rivisto il piano regolatore verso la sostenibilità, soppesando gli strumenti a disposizione: «Ci sono tanti alberghi dismessi che diventano oggetto di trasformazione edilizia in senso residenziale». E -aggiungiamo- a Chioggia e Sottomarina ancora non v'è traccia del modello degli alberghi diffusi, che sta facendo la fortuna di tanti centri storici caratteristici.