Anche la segretaria del Partito Democratico di Chioggia, Barbara Penzo, si dissocia dalle affermazioni della presidente del consiglio comunale, Maria Chiara Boccato, relative allo sfogo di Beppe Grillo e all'incriminazione di suo figlio Ciro per violenza sessuale. Boccato aveva commentato proprio un post della stessa Penzo, usando parole discutibili che solidarizzavano col giovane e non con la vittima: la capogruppo del PD aveva invitato la collega a rimuovere il commento.
«In un minuto e mezzo - esordisce Barbara Penzo - Grillo è riuscito a me:ere assieme tutti i pregiudizi che riguardano la violenza di genere. Ha sostanzialmente confermato come la narrazione dominante dello stupro è stabilita da chi lo stupro lo esercita e non da chi lo subisce. Grillo difende la presunzione di innocenza per suggerire come le colpevoli sono le donne, che purtroppo ancor oggi vengono giudicate sia se si chiudono in un doloroso silenzio per paura sia quando decidono di parlare.
Questo pregiudizio - prosegue l'esponente democratica - ha un nome, si chiama @vittimizzazione secondaria@ e la vittima lo diventa due volte. Silenzia le donne, sminuisce e so:ovaluta la violenza di genere e colpevolizza la vittima. Ho espresso fin dall'inizio il mio profondo disprezzo riguardo a ciò che Grillo ha urlato in un minuto e mezzo di follia, perché rappresenta un pensiero maschilista, retrogrado e violento, ben lontano dalla cultura del rispetto verso il dolore delle donne che subiscono e denunciano abusi sessuali».
Chiunque difenda la posizione di Grillo secondo Penzo «colpisce le donne, e per tale motivo sono inaccettabili e sconcertanti i commenti rilasciati dalla consigliera Boccato. Oltre a prendere le distanze da essi, ritengo vadano urgentemente rettficati online. Le chiedo, nel ruolo di rappresentanza che oggi ricopre, di chiarire quanto prima le sue gravi affermazioni. Quanto alla drammatica vicenda, ritengo occorra oggi il silenzio e lasciare che la magistratura prosegua con il lavoro di indagine, al fine di poter accertare i fatti e le responsabilità».
sabato 1 maggio 2021
BILANCIO DI PREVISIONE, BENIAMINO BOSCOLO CONTRO LA MAGGIORANZA: «AUMENTA LE TASSE E NON È CREDIBILE»
A seguito dell'approvazione del bilancio previsionale, Beniamino Boscolo, consigliere comunale di Forza Italia, evidenzia attraverso un'attenta disamina in quante occasioni la giunta grillina, capitanata dal sindaco Alessandro Ferro, abbia messo «le mani nei portafogli» dei cittadini chioggiotti, «in maniera più che tangibile«». Facendo i dovuti conti, sembra che in questi ultimi 5 anni -a causa degli aumenti dei tributi richiesti alla cittadinanza- nelle casse dell'amministrazione siano entrati 4 milioni di euro in più rispetto alla consiliatura precedente.
Tra gli aumenti significativi sono da sottolineare 700mila euro in più di TARI, un milione e 300mila euro in più di IRPEF (che il prossimo anno aumenterà ancora, tornando la soglia di esenzione a 15mila euro, contro i 17mila di quest'anno) e 500mila euro in più dalla tassa di soggiorno. Circa un milione e 600mila euro in più arrivano dalle entrate tributarie e 2 milioni e 400mila euro da quelle extra-tributarie, rispetto all'amministrazione precedente.
Boscolo non analizza solo gli introiti dovuti al maggior gettito fiscale, ma anche gli investimenti in conto capitale e il "tesoretto" custodito nei conti del Comune. Nel 2018 il governo centrale aveva dato la possibilità di allentare i vincoli del patto di stabilità, sbloccando e rendendo quindi fruibili 39 milioni, già presenti nelle casse comunali. Si trattava di risorse che avrebbero dovuto essere utilizzate per opere da realizzare nel territorio comunale, a beneficio dei cittadini: disponibilità economiche che quindi avrebbero dovuto assottigliarsi in cambio di benefici, ma ciò non è stato. In cassa c'è ora un avanzo presunto che si aggira attorno agli 88 milioni.
I lavori per i quali le risorse andavano impiegate negli anni sono stati annunciati, ma realizzati solo in parte. Solo lo scorso anno era stata prevista una spesa di 60 milioni, ma ne sono stati effettivamente impiegati solamente otto. Beniamino Boscolo si chiede quanto possa essere credibile una previsione di bilancio nel 2021 per una spesa di 52 milioni, da utilizzare in opere da realizzare nel territorio con queste premesse. Un bilancio di previsione, quello appena votato, che Forza Italia considera come «l'epilogo di un bilancio di mandato fallimentare, ricco di grandi opere annunciate ma procrastinate anno dopo anno, quali la riapertura del teatro Astra, la conclusione dei lavori al palazzo Granaio, la barriera per il cuneo salino, l'Arena Duse a Sottomarina, solo per citarne alcuni».
Tra gli aumenti significativi sono da sottolineare 700mila euro in più di TARI, un milione e 300mila euro in più di IRPEF (che il prossimo anno aumenterà ancora, tornando la soglia di esenzione a 15mila euro, contro i 17mila di quest'anno) e 500mila euro in più dalla tassa di soggiorno. Circa un milione e 600mila euro in più arrivano dalle entrate tributarie e 2 milioni e 400mila euro da quelle extra-tributarie, rispetto all'amministrazione precedente.
Boscolo non analizza solo gli introiti dovuti al maggior gettito fiscale, ma anche gli investimenti in conto capitale e il "tesoretto" custodito nei conti del Comune. Nel 2018 il governo centrale aveva dato la possibilità di allentare i vincoli del patto di stabilità, sbloccando e rendendo quindi fruibili 39 milioni, già presenti nelle casse comunali. Si trattava di risorse che avrebbero dovuto essere utilizzate per opere da realizzare nel territorio comunale, a beneficio dei cittadini: disponibilità economiche che quindi avrebbero dovuto assottigliarsi in cambio di benefici, ma ciò non è stato. In cassa c'è ora un avanzo presunto che si aggira attorno agli 88 milioni.
I lavori per i quali le risorse andavano impiegate negli anni sono stati annunciati, ma realizzati solo in parte. Solo lo scorso anno era stata prevista una spesa di 60 milioni, ma ne sono stati effettivamente impiegati solamente otto. Beniamino Boscolo si chiede quanto possa essere credibile una previsione di bilancio nel 2021 per una spesa di 52 milioni, da utilizzare in opere da realizzare nel territorio con queste premesse. Un bilancio di previsione, quello appena votato, che Forza Italia considera come «l'epilogo di un bilancio di mandato fallimentare, ricco di grandi opere annunciate ma procrastinate anno dopo anno, quali la riapertura del teatro Astra, la conclusione dei lavori al palazzo Granaio, la barriera per il cuneo salino, l'Arena Duse a Sottomarina, solo per citarne alcuni».
MARIA CHIARA BOCCATO, NEOPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, "SCIVOLA" SULLE DICHIARAZIONI DI BEPPE GRILLO: FORZA ITALIA NE CHIEDE LE DIMISSIONI
A 24 ore dal suo insediamento alla presidenza del consiglio comunale di Chioggia, scoppia il caso Boccato. L'esponente del gruppo misto ha infatti commentato online -in maniera quantomeno discutibile- il caso che vede coinvolto Ciro Grillo (il figlio di Beppe), accusato di violenza carnale nei confronti di una ragazza: nelle poche righe di commento, la presidente Maria Chiara Boccato esprime solidarietà all'ex comico e non alla (presunta) vittima dello stupro.
A sollevare la questione è Forza Italia, che attraverso una nota firmata da Serena de Perini e dal capogruppo Beniamino Boscolo prende le distanze da tali dichiarazioni, chiedendo le dimissioni da presidente e da consigliera comunale. «Siamo convinti che in questi casi la solidarietà vada rivolta ad entrambe le famiglie che si trovano coinvolte in una brutta vicenda - si legge nel comunicato - e che solo il Tribunale potrà giudicare.
Le parole della presidente, invece, condannano la vittima ed esprimono solidarietà alla famiglia dell'indagato, in un misto di giustizialismo al contrario e garantismo di comodo. Ecco perchè ne chiediamo le dimissioni». Forza Italia di Chioggia non entra nel merito della vicenda giudiziaria, ma commenta le dichiarazioni di Beppe Grillo che ha «ridicolizzato pubblicamente la vittima e parlato di un sistema giudiziario sbagliato, perché è toccato a lui. Chissà cosa avrebbe detto, fosse successo a un avversario...»
Conclude la nota di De Perini e Boscolo: «È più facile da padre difendere il proprio figlio a scapito di una altra famiglia, sminuendolo a "divertimento" o a "ragazzate", facendo finta che la trasgressione non abbia conseguenze. Fosse stato un incidente stradale, un coma etilico o una rissa finita male, per il proprio figlio non avrebbe girato di certo alcun video. Perdere il controllo non è una ragazzata, non è divertimento, è soffrire e far soffrire: ecco che entra in gioco l'educazione del genitore, che in questo caso è mancata».
A sollevare la questione è Forza Italia, che attraverso una nota firmata da Serena de Perini e dal capogruppo Beniamino Boscolo prende le distanze da tali dichiarazioni, chiedendo le dimissioni da presidente e da consigliera comunale. «Siamo convinti che in questi casi la solidarietà vada rivolta ad entrambe le famiglie che si trovano coinvolte in una brutta vicenda - si legge nel comunicato - e che solo il Tribunale potrà giudicare.
Le parole della presidente, invece, condannano la vittima ed esprimono solidarietà alla famiglia dell'indagato, in un misto di giustizialismo al contrario e garantismo di comodo. Ecco perchè ne chiediamo le dimissioni». Forza Italia di Chioggia non entra nel merito della vicenda giudiziaria, ma commenta le dichiarazioni di Beppe Grillo che ha «ridicolizzato pubblicamente la vittima e parlato di un sistema giudiziario sbagliato, perché è toccato a lui. Chissà cosa avrebbe detto, fosse successo a un avversario...»
Conclude la nota di De Perini e Boscolo: «È più facile da padre difendere il proprio figlio a scapito di una altra famiglia, sminuendolo a "divertimento" o a "ragazzate", facendo finta che la trasgressione non abbia conseguenze. Fosse stato un incidente stradale, un coma etilico o una rissa finita male, per il proprio figlio non avrebbe girato di certo alcun video. Perdere il controllo non è una ragazzata, non è divertimento, è soffrire e far soffrire: ecco che entra in gioco l'educazione del genitore, che in questo caso è mancata».
IL PD ALL’AMMINISTRAZIONE: ACQUISTATE L’EX CONVENTO DELLE SUORE CANOSSIANE
Il Partito Democratico in prima linea per impegnare il Comune ad acquisire l'ex convento di Santa Caterina, per oltre 150 anni sede delle suore Canossiane e dei relativi istituti di educazione dell'infanzia. Un ordine del giorno in tal senso è stato promosso dalle consigliere Barbara Penzo ed Emilia Spagno, nell'ambito della partecipazione pubblica alla candidatura di Chioggia quale città italiana della cultura per l'anno 2024: il PD sostiene tale istanza, oltre al bisogno di ripopolare il centro storico.
Dal momento - si legge nel testo - che l'amministrazione comunale ha il dovere di indicare, in coordinamento con il comitato tecnico-scientifico, i progetti di inclusione e crescita più importanti per la città, e che la candidatura rivale di Vicenza ha preso il via con l'intenzione di acquistare Palazzo Thiene nel capoluogo berico, allo scopo di restituirlo alla città in un'azione coordinata al progetto culturale in corso, le consigliere democratiche chiedono che l'aula impegni l'amministrazione a trovare le risorse di bilancio utili a partecipare all'asta, che avrà luogo il prossimo 9 giugno a Mestre, con base ribassata a 712mila euro e offerta minima di 534milai
Obiettivo sarebbe la riqualificazione della struttura, con finalità educative anche a livello universitario, stante la presenza in città della Facoltà di Biologia del Mare: pertanto l'ex convento delle Canossiane potrebbe essere proiettato a nuova sede di istruzione, attraverso offerte didattiche anche professionali e laboratoriali, oltre a nuove Facoltà o Dottorati di ricerca. «Il progetto - scrivono Barbara Penzo ed Emilia Spagno - porterebbe nuova linfa e vigore al tessuto urbano di Chioggia, istituendo in conseguenza possibili borse di studio per gli studenti universitari meritevoli», che verrebbero così ad abitare nel centro storico.
Dal momento - si legge nel testo - che l'amministrazione comunale ha il dovere di indicare, in coordinamento con il comitato tecnico-scientifico, i progetti di inclusione e crescita più importanti per la città, e che la candidatura rivale di Vicenza ha preso il via con l'intenzione di acquistare Palazzo Thiene nel capoluogo berico, allo scopo di restituirlo alla città in un'azione coordinata al progetto culturale in corso, le consigliere democratiche chiedono che l'aula impegni l'amministrazione a trovare le risorse di bilancio utili a partecipare all'asta, che avrà luogo il prossimo 9 giugno a Mestre, con base ribassata a 712mila euro e offerta minima di 534milai
Obiettivo sarebbe la riqualificazione della struttura, con finalità educative anche a livello universitario, stante la presenza in città della Facoltà di Biologia del Mare: pertanto l'ex convento delle Canossiane potrebbe essere proiettato a nuova sede di istruzione, attraverso offerte didattiche anche professionali e laboratoriali, oltre a nuove Facoltà o Dottorati di ricerca. «Il progetto - scrivono Barbara Penzo ed Emilia Spagno - porterebbe nuova linfa e vigore al tessuto urbano di Chioggia, istituendo in conseguenza possibili borse di studio per gli studenti universitari meritevoli», che verrebbero così ad abitare nel centro storico.
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA IL BILANCIO DI PREVISIONE 2021-2023: PD E CHIOGGIAVIVA SI ASTENGONO, CONTRARIO IL CENTRODESTRA
Con gli undici voti del Movimento 5 Stelle e della presidente Boccato, complici le quattro astensioni del PD e di ChioggiaViva, ieri il consiglio comunale ha approvato il documento unico di programmazione per il periodo 2021-2023 e il bilancio triennale di previsione. Non sono mancate le polemiche in aula, con le opposizioni di centrodestra che hanno stigmatizzato la costituzione di una nuova maggioranza.
Dal canto suo Barbara Penzo, capogruppo del Partito Democratico, ha confermato la propria astensione perché «questi provvedimenti non mi appartengono, hanno lacune, ma vedo lo sforzo verso il dialogo e l'apertura. Ora serve coraggio nell'interesse della città. Non posso votare a favore per coerenza, ma faccio un passo avanti verso un voto "di fiducia", senza pensare alle elezioni». Lo stesso hanno fatto Marcellina Segantin e Leonardo Ranieri di ChioggiaViva, astenuti per dar modo di proseguire il mandato e portare a casa alcuni provvedimenti importanti o necessari.
Beniamino Boscolo di Forza Italia ha visto approvato un suo emendamento, con 20 voti favorevoli, mirato a mantenere a Chioggia l'ufficio del Giudice di Pace, cassando così il testo del DUP che prevedeva la chiusura dell'ufficio in caso di mancato accordo tra i Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona. L'esponente del centrodestra giudica l'approvazione del bilancio triennale quale epilogo di un mandato «fallimentare».
È inutile, secondo Boscolo, ripetere (come hanno fatto gli assessori) che riaprirà il teatro Astra, sarà completato il Granaio, verrà costruito il secondo ponte sul Brenta e quant'altro: «Chi ha votato il bilancio - conclude Beniamino Boscolo - ha dimenticato che questa amministrazione non dà risposte all'accesso agli atti o alla richiesta di informazioni. Se non dopo mesi, quando è troppo tardi».
Dal canto suo Barbara Penzo, capogruppo del Partito Democratico, ha confermato la propria astensione perché «questi provvedimenti non mi appartengono, hanno lacune, ma vedo lo sforzo verso il dialogo e l'apertura. Ora serve coraggio nell'interesse della città. Non posso votare a favore per coerenza, ma faccio un passo avanti verso un voto "di fiducia", senza pensare alle elezioni». Lo stesso hanno fatto Marcellina Segantin e Leonardo Ranieri di ChioggiaViva, astenuti per dar modo di proseguire il mandato e portare a casa alcuni provvedimenti importanti o necessari.
Beniamino Boscolo di Forza Italia ha visto approvato un suo emendamento, con 20 voti favorevoli, mirato a mantenere a Chioggia l'ufficio del Giudice di Pace, cassando così il testo del DUP che prevedeva la chiusura dell'ufficio in caso di mancato accordo tra i Comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona. L'esponente del centrodestra giudica l'approvazione del bilancio triennale quale epilogo di un mandato «fallimentare».
È inutile, secondo Boscolo, ripetere (come hanno fatto gli assessori) che riaprirà il teatro Astra, sarà completato il Granaio, verrà costruito il secondo ponte sul Brenta e quant'altro: «Chi ha votato il bilancio - conclude Beniamino Boscolo - ha dimenticato che questa amministrazione non dà risposte all'accesso agli atti o alla richiesta di informazioni. Se non dopo mesi, quando è troppo tardi».
BILANCIO COMUNALE DI PREVISIONE, FRATELLI D'ITALIA DURISSIMA CON CHIOGGIAVIVA: «MAI HA FATTO OPPOSIZIONE, NON HA RISPETTO DEI SUOI ELETTORI»
Il circolo chioggiotto di Fratelli d'Italia è pesantissimo nei confronti di ChioggiaViva, il gruppo consiliare di Marcellina Segantin e Leonardo Ranieri che ieri si sono astenuti dall'approvazione del bilancio triennale di previsione e del documento di programmazione 2021-2023. Alle elezioni del 2016 ChioggiaViva sostenne assieme al centrodestra (senza la Lega che aveva scelto Giuseppe Casson) la candidatura a sindaco della stessa Segantin: ed è questo il motivo che fa saltare la mosca al naso ai dirigenti locali del partito di Giorgia Meloni.
“Vita, morte e nessun miracolo di ChioggiaViva” è il titolo di un comunicato tranchant, che nel ricordare la situazione elettorale di cinque anni fa si chiede «quanti di questi oltre 5000 voti avrebbero immaginato ChioggiaViva in maggioranza organica assieme al Movimento 5 Stelle e al PD? Quanti avrebbero ipotizzato che correre per il centrodestra avrebbe significato soccorrere il centrosinistra?». E ancora, continua la nota: «Dove sta il rispetto per gli elettori del centrodestra e i candidati delle quattro liste?
Più che una lista civica di bravi e volenterosi candidati - continua Fratelli d'Italia - nelle mire dei suoi massimi esponenti ChioggiaViva è una lista cinica, protagonista di un'opposizione mai esistita, della rinuncia alla costruzione di qualsiasi azione politica, giunta a essere organica a un'amministrazione fallimentare e a fine corsa, che ha affossato la città con cinque anni di incompetenza». Il partito della destra spera che «non vi siano dietro interessi di bottega», anche se valuta che «di certo manca ogni legittimazione, il minimo ascolto della base elettorale, un sussulto di dignità politica».
Secondo FdI, chi volesse raccogliere le briciole della maggioranza «si dimette e si ricandida, per coerenza e per rispetto». Mentre più di qualcuno fa notare come, nei fatti, si sarebbe ricomposta una sorta del flusso elettorale che al ballottaggio del 2016 portò Ferro a diventare sindaco (grazie anche ai voti di una parte della base del PD e di ChioggiaViva), sarà interessante ora vedere come proseguiranno le trattative per le prossime elezioni in seno alla coalizione di centrodestra, dopo che proprio ChioggiaViva ha annunciato l'intenzione di ripresentare una sua lista.
“Vita, morte e nessun miracolo di ChioggiaViva” è il titolo di un comunicato tranchant, che nel ricordare la situazione elettorale di cinque anni fa si chiede «quanti di questi oltre 5000 voti avrebbero immaginato ChioggiaViva in maggioranza organica assieme al Movimento 5 Stelle e al PD? Quanti avrebbero ipotizzato che correre per il centrodestra avrebbe significato soccorrere il centrosinistra?». E ancora, continua la nota: «Dove sta il rispetto per gli elettori del centrodestra e i candidati delle quattro liste?
Più che una lista civica di bravi e volenterosi candidati - continua Fratelli d'Italia - nelle mire dei suoi massimi esponenti ChioggiaViva è una lista cinica, protagonista di un'opposizione mai esistita, della rinuncia alla costruzione di qualsiasi azione politica, giunta a essere organica a un'amministrazione fallimentare e a fine corsa, che ha affossato la città con cinque anni di incompetenza». Il partito della destra spera che «non vi siano dietro interessi di bottega», anche se valuta che «di certo manca ogni legittimazione, il minimo ascolto della base elettorale, un sussulto di dignità politica».
Secondo FdI, chi volesse raccogliere le briciole della maggioranza «si dimette e si ricandida, per coerenza e per rispetto». Mentre più di qualcuno fa notare come, nei fatti, si sarebbe ricomposta una sorta del flusso elettorale che al ballottaggio del 2016 portò Ferro a diventare sindaco (grazie anche ai voti di una parte della base del PD e di ChioggiaViva), sarà interessante ora vedere come proseguiranno le trattative per le prossime elezioni in seno alla coalizione di centrodestra, dopo che proprio ChioggiaViva ha annunciato l'intenzione di ripresentare una sua lista.
OBBIETTIVO CHIOGGIA BOCCIA L'AUMENTO ALLO 0.8% DELL'ADDIZIONALE IRPEF: «PENALIZZA CHI HA SEMPRE PAGATO LE TASSE. REPRIMERE L'EVASIONE FISCALE»
Ieri il consiglio comunale ha approvato l'aumento dell'addizionale Irpef per quasi tutti gli scaglioni di reddito. Ciò porterà a un gettito di un milione e 400mila euro in più nelle casse del Comune, equivalente al 66% per questa voce di bilancio rispetto allo scorso anno. L'aumento dell'addizionale Irpef, portata allo 0.8% (il massimo previsto), va a incidere -secondo i dati addotti da Forza Italia- in particolar modo sulle fasce della popolazione con il reddito più basso, restando invariato per gli scaglioni di reddito più alto. Seppur la soglia di esenzione per il 2021 è stata innalzata a 17mila euro, saranno comunque le fasce più fragili a dover supportare l'onere più gravoso.
Pesanti critiche alla decisione presa in assemblea giungono da parte di Obbiettivo Chioggia, la lista che raccoglie gli ex consiglieri "ortodossi" del Movimento 5 Stelle, la quale vede la «tossicità» della decisione presa alla luce del periodo di emergenza sanitaria attuale, che ha visto molti concittadini colpiti nella sfera economica oltre che in quella sanitaria. Secondo il gruppo politico, facendo affidamento al nuovo piano tariffario vagliato dall'Autorità di Regolazione dell'Energia, delle Reti e dell'Ambiente ci sarebbe stata la possibilità di disporre di un milione in più, che si sarebbe potuto utilizzare per abbassare la TARI alle aziende con difficoltà. Sarebbe stato anche possibile recuperare le mancate entrate tributarie -che equivalgono a 2 milioni e 700mila euro annui- ma «è stato preferito aumentare le tasse ai cittadini che le hanno sempre pagate».
Gli ex consiglieri in questione affermano di essersi sempre battuti per recuperare i crediti vantati dal Comune a causa del mancato pagamento delle tasse, e questo a loro dire è stato uno dei più importanti motivi di attrito con la giunta, la quale - secondo Daniele Padoan, Endri Bullo, Paolo Bonfà - in questo ambito non si è mai impegnata veramente. Questo nonostante la votazione (datata maggio 2019) della modifica al regolamento della polizia locale, che ha fornito uno strumento più forte nel recupero dei crediti: delibera rimasta «inascoltata» da parte della giunta.
Avendo avvertito il sentore di un probabile aumento, gli esponenti che ora si sono ritrovati in Obbiettivo Chioggia avevano suggerito all'assessore Stecco di non colpire le fasce di reddito inferiori, aumentando le aliquote in modo progressivo per gli altri scaglioni di reddito: tale istanza venne bocciata, in quanto la maggior parte dei contributi provengono proprio da chi ha i redditi più bassi. Ora la stessa ipotesi è stata accettata, innalzando la soglia di esenzione come avanzato dal PD e da Chioggia Viva. Forze che, ponendo tale condizione, si sono astenute all'approvazione del bilancio, consentendo all'amministrazione di rimanere in piedi.
Obbiettivo Chioggia chiede ancora che venga applicata la riduzione della TARI alle attività in difficoltà, e che ciò venga deciso in modo tempestivo. Tra le istanze promosse, lo stanziamento di una parte dei 34 milioni della Legge Speciale verso un bando per ristrutturare le abitazioni e gli immobili adibiti a uso commerciale nel centro storico, con la speranza di ripopolarlo. Necessario tuttavia procedere al recupero dei crediti che l'amministrazione vanta, reprimendo l'evasione fiscale anche allo scopo di evitare futuri aumenti delle imposte.
Pesanti critiche alla decisione presa in assemblea giungono da parte di Obbiettivo Chioggia, la lista che raccoglie gli ex consiglieri "ortodossi" del Movimento 5 Stelle, la quale vede la «tossicità» della decisione presa alla luce del periodo di emergenza sanitaria attuale, che ha visto molti concittadini colpiti nella sfera economica oltre che in quella sanitaria. Secondo il gruppo politico, facendo affidamento al nuovo piano tariffario vagliato dall'Autorità di Regolazione dell'Energia, delle Reti e dell'Ambiente ci sarebbe stata la possibilità di disporre di un milione in più, che si sarebbe potuto utilizzare per abbassare la TARI alle aziende con difficoltà. Sarebbe stato anche possibile recuperare le mancate entrate tributarie -che equivalgono a 2 milioni e 700mila euro annui- ma «è stato preferito aumentare le tasse ai cittadini che le hanno sempre pagate».
Gli ex consiglieri in questione affermano di essersi sempre battuti per recuperare i crediti vantati dal Comune a causa del mancato pagamento delle tasse, e questo a loro dire è stato uno dei più importanti motivi di attrito con la giunta, la quale - secondo Daniele Padoan, Endri Bullo, Paolo Bonfà - in questo ambito non si è mai impegnata veramente. Questo nonostante la votazione (datata maggio 2019) della modifica al regolamento della polizia locale, che ha fornito uno strumento più forte nel recupero dei crediti: delibera rimasta «inascoltata» da parte della giunta.
Avendo avvertito il sentore di un probabile aumento, gli esponenti che ora si sono ritrovati in Obbiettivo Chioggia avevano suggerito all'assessore Stecco di non colpire le fasce di reddito inferiori, aumentando le aliquote in modo progressivo per gli altri scaglioni di reddito: tale istanza venne bocciata, in quanto la maggior parte dei contributi provengono proprio da chi ha i redditi più bassi. Ora la stessa ipotesi è stata accettata, innalzando la soglia di esenzione come avanzato dal PD e da Chioggia Viva. Forze che, ponendo tale condizione, si sono astenute all'approvazione del bilancio, consentendo all'amministrazione di rimanere in piedi.
Obbiettivo Chioggia chiede ancora che venga applicata la riduzione della TARI alle attività in difficoltà, e che ciò venga deciso in modo tempestivo. Tra le istanze promosse, lo stanziamento di una parte dei 34 milioni della Legge Speciale verso un bando per ristrutturare le abitazioni e gli immobili adibiti a uso commerciale nel centro storico, con la speranza di ripopolarlo. Necessario tuttavia procedere al recupero dei crediti che l'amministrazione vanta, reprimendo l'evasione fiscale anche allo scopo di evitare futuri aumenti delle imposte.
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