Doppia manifestazione del circolo chioggiotto di Fratelli d'Italia. Oggi dalle ore 18, i militanti della destra saranno al lungomare di Sottomarina, nei pressi del monumento al Marinaio, dove si ritroveranno per proclamare il proprio no al coprifuoco in vigore da mesi: «Coprifuoco è follia», infatti, è lo slogan della protesta.
Domani invece, venerdì 7 maggio alle ore 16.30, Fratelli d'Italia manifesterà davanti al Municipio in corso del Popolo a Chioggia contro le esternazioni della presidente del consiglio comunale, Maria Chiara Boccato, relative al caso Grillo. Lo slogan della protesta sarà «Rispetto per le donne».
giovedì 6 maggio 2021
mercoledì 5 maggio 2021
INTERROGAZIONE DI BENIAMINO BOSCOLO: CHE FINE HA FATTO LA BARCA "DA PIZZO" ORMEGGIATA AL MUSEO CIVICO? ANCHE IL BRAGOZZO NON SE LA PASSA BENE
Il capogruppo di Forza Italia, Beniamino Boscolo, ha presentato un'interrogazione dedicata al patrimonio galleggiante esterno al Museo civico della Laguna sud, in canal Vena a Chioggia. Si tratta di due imbarcazioni tipiche della tradizione chioggiotta, attraccate nello specchio d'acqua antistante la struttura: una “barca da pizzo”, che era affondata il 3 luglio 2018, e il bragozzo centenario. «Lo stato di abbandono e di degrado che colpisce quest'ultimo è visibile agli occhi di tutti», sostiene Boscolo. Le due imbarcazioni, posizionate in modo strategico nei pressi della porta della città, avrebbero dovuto essere uno dei biglietti da visita con cui Chioggia avrebbe potuto presentare ai turisti la propria anima marinaresca, fatta di “squèri” e dell'arte di realizzare barche uniche e tipiche, nate a Chioggia e diffusesi poi nell'alto Adriatico. Ora la superstite delle due offre uno spettacolo ben poco dignitoso, e l'altra addirittura latita.
«Il tempo e l'incuria - continua il consigliere - stanno provocando un deterioramento importante, per rimediare al quale servono interventi urgenti, necessari al fine di tutelare un patrimonio storico e affettivo della città, oltre al suo valore economico. Sarebbero necessari interventi di manutenzione straordinaria per riportare al loro stato originario i boccaporti, alcuni dei quali sono divelti, altri colmi di acqua stagnante; dovrebbero essere indispensabili nuove stesure di pece e pittura sull'opera morta, e si presume improcrastinabile anche un intervento “in squèro” per far tornare l'opera viva in condizioni accettabili. La scarsa attenzione prestata al bragozzo negli ultimi anni è tangibile anche nella velatura, dispiegata raramente, intrisa di umidità e di acqua stagnante mai asciugata.
Il restauro della tipica imbarcazione, effettuato solo tre anni e mezzo fa a cura e a spese della Fondazione della Pesca, era stato seguito da indicazioni, da parte del direttivo, espresse per suggerire una corretta e periodica opera di manutenzione e di cura. Suggerimenti che sono rimasti inascoltati, secondo Beniamino Boscolo, il quale chiede alla stessa amministrazione a chi fosse stato affidato l'incarico, disatteso, di accudire l'imbarcazione. L'esponente della minoranza domanda anche quale fine abbia fatto la barca da pizzo: era stato proprio il mancato intervento preventivo a farla affondare, dopo che il pericolo di inabissamento era stato segnalato. Lo scafo era stato consegnato ai cantieri Cimolin, all'isola del Buon Castello.
«Il tempo e l'incuria - continua il consigliere - stanno provocando un deterioramento importante, per rimediare al quale servono interventi urgenti, necessari al fine di tutelare un patrimonio storico e affettivo della città, oltre al suo valore economico. Sarebbero necessari interventi di manutenzione straordinaria per riportare al loro stato originario i boccaporti, alcuni dei quali sono divelti, altri colmi di acqua stagnante; dovrebbero essere indispensabili nuove stesure di pece e pittura sull'opera morta, e si presume improcrastinabile anche un intervento “in squèro” per far tornare l'opera viva in condizioni accettabili. La scarsa attenzione prestata al bragozzo negli ultimi anni è tangibile anche nella velatura, dispiegata raramente, intrisa di umidità e di acqua stagnante mai asciugata.
Il restauro della tipica imbarcazione, effettuato solo tre anni e mezzo fa a cura e a spese della Fondazione della Pesca, era stato seguito da indicazioni, da parte del direttivo, espresse per suggerire una corretta e periodica opera di manutenzione e di cura. Suggerimenti che sono rimasti inascoltati, secondo Beniamino Boscolo, il quale chiede alla stessa amministrazione a chi fosse stato affidato l'incarico, disatteso, di accudire l'imbarcazione. L'esponente della minoranza domanda anche quale fine abbia fatto la barca da pizzo: era stato proprio il mancato intervento preventivo a farla affondare, dopo che il pericolo di inabissamento era stato segnalato. Lo scafo era stato consegnato ai cantieri Cimolin, all'isola del Buon Castello.
lunedì 3 maggio 2021
GIORGIO BELLEMO (ASCOT): «L'EMERGENZA HA FATTO APPREZZARE MEGLIO QUESTA DESTINAZIONE TURISTICA»
Con la zona gialla era prevedibile e auspicabile che, anche se il meteo non è stato dei migliori, il weekend portasse a Chioggia e Sottomarina molti turisti di giornata, provenienti dall'hinterland veneto e dalle regioni vicine. «Il Covid ha fatto riscoprire le bellezze locali - commenta Giorgio Bellemo, presidente dei concessionari balneari riuniti in ASCOT - e con esse i servizi, gli investimenti e l'organizzazione da parte degli operatori. Prima forse queste mete non erano considerate nella giusta maniera».
Con l'auspicio di «stare meglio tutti», di salute e di tasca, davanti alle telecamere di Chioggia Azzurra Bellemo parla dell'approvazione -lo scorso venerdì 30 aprile- del nuovo regolamento balneare emendato: «Trovo intelligente che venga consentito l'ingresso agli animali di affezione nei ristoranti interni agli stabilimenti, anche se questi ultimi dovessero vietarne la presenza sotto ai propri ombrelloni o capanne.
Invece è un gran favore agli ambulanti autorizzati l'obolo di soli 250 euro più i diritti di segreteria per le spese di gestione della spiaggia, quando ne erano previsti 1250». Giorgio Bellemo infine attacca chi ha votato Maria Chiara Boccato quale presidente del consiglio comunale, pur sapendo che c'erano state le sue dichiarazioni quattro giorni prima, relative al caso Grillo.
Con l'auspicio di «stare meglio tutti», di salute e di tasca, davanti alle telecamere di Chioggia Azzurra Bellemo parla dell'approvazione -lo scorso venerdì 30 aprile- del nuovo regolamento balneare emendato: «Trovo intelligente che venga consentito l'ingresso agli animali di affezione nei ristoranti interni agli stabilimenti, anche se questi ultimi dovessero vietarne la presenza sotto ai propri ombrelloni o capanne.
Invece è un gran favore agli ambulanti autorizzati l'obolo di soli 250 euro più i diritti di segreteria per le spese di gestione della spiaggia, quando ne erano previsti 1250». Giorgio Bellemo infine attacca chi ha votato Maria Chiara Boccato quale presidente del consiglio comunale, pur sapendo che c'erano state le sue dichiarazioni quattro giorni prima, relative al caso Grillo.
CASO BOCCATO, IL PD CHIEDE LE DIMISSIONI DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE. «MA SI DIMETTA ANCHE LA CONSIGLIERA TIOZZO, SESSISTA E RAZZISTA»
Colpo di scena nel caso Boccato. Le consigliere del Partito Democratico Barbara Penzo ed Emilia Spagno, che pure avevano sostenuto la candidatura della neo presidente del consiglio comunale, attraverso una mozione depositata oggi ne chiedono le dimissioni. Ma le due esponenti del PD raddoppiano, chiedendo un passo indietro anche alla consigliera Romina Tiozzo Compini della lista Casson "Chioggia è libera", per analoghi se non peggiori insulti rivolti ad altre donne.
Nel testo della mozione, Penzo e Spagno ritiene «inaccettabili e sconcertanti» i commenti rilasciati dalla presidente Boccato, quando ancora non era stata eletta: dichiarazioni che il PD respinge e che chiede vengano rettificate in sede istituzionale, prima delle dimissioni dal ruolo. Tuttavia, «preso atto dell’imperdonabile commento rilasciato dalla consigliera Boccato, non possono non essere considerate parallelamente le gravi dichiarazioni ed espressioni volgari e denigratorie usate dalla consigliera Romina Tiozzo».
Quest'ultima è accusata dalle colleghe democratiche di aver millantato la propria difesa della dignità delle donne: «In modo presuntuoso - dichiara la segretaria Barbara Penzo - ha ritenuto di definirsi la paladina della lotta alla violenza di genere, mettendo alla gogna mediatica una donna stessa». Penzo ricorda che l'account fb della stessa Tiozzo pullula di affermazioni le quali mostrano come «i suoi valori e princìpi sono ben lontani dai diritti delle persone», citando statement sessisti all'epoca della liberazione della cooperante Silvia Romano, oltre a espressioni razziste in commissione consiliare e in consiglio comunale, anche nell'ultima seduta.
«La sua è sempre stata una politica gridata, arrogante e provocatoria - conclude Barbara Penzo - che va condannata nella stessa logica del rispetto del ruolo educativo ed etico del rappresentante politico. Per tali ragioni, se sono assolutamente condannabili le parole estrapolate dal commento della presidente Boccato, riteniamo di dover adoperare la stessa misura per quelle della consigliera Tiozzo, perché altrettanto ripugnante è alimentare la gogna mediatica contro una donna per fini meramente e strumentalmente politici. Il dibattito pubblico sta raggiungendo il fondo».
Nel testo della mozione, Penzo e Spagno ritiene «inaccettabili e sconcertanti» i commenti rilasciati dalla presidente Boccato, quando ancora non era stata eletta: dichiarazioni che il PD respinge e che chiede vengano rettificate in sede istituzionale, prima delle dimissioni dal ruolo. Tuttavia, «preso atto dell’imperdonabile commento rilasciato dalla consigliera Boccato, non possono non essere considerate parallelamente le gravi dichiarazioni ed espressioni volgari e denigratorie usate dalla consigliera Romina Tiozzo».
Quest'ultima è accusata dalle colleghe democratiche di aver millantato la propria difesa della dignità delle donne: «In modo presuntuoso - dichiara la segretaria Barbara Penzo - ha ritenuto di definirsi la paladina della lotta alla violenza di genere, mettendo alla gogna mediatica una donna stessa». Penzo ricorda che l'account fb della stessa Tiozzo pullula di affermazioni le quali mostrano come «i suoi valori e princìpi sono ben lontani dai diritti delle persone», citando statement sessisti all'epoca della liberazione della cooperante Silvia Romano, oltre a espressioni razziste in commissione consiliare e in consiglio comunale, anche nell'ultima seduta.
«La sua è sempre stata una politica gridata, arrogante e provocatoria - conclude Barbara Penzo - che va condannata nella stessa logica del rispetto del ruolo educativo ed etico del rappresentante politico. Per tali ragioni, se sono assolutamente condannabili le parole estrapolate dal commento della presidente Boccato, riteniamo di dover adoperare la stessa misura per quelle della consigliera Tiozzo, perché altrettanto ripugnante è alimentare la gogna mediatica contro una donna per fini meramente e strumentalmente politici. Il dibattito pubblico sta raggiungendo il fondo».
MONTANARIELLO: «BOCCATO CHIEDA SCUSA O SI DIMETTA DALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE»
Anche il consigliere regionale Jonatan Montanariello si unisce al coro delle critiche nei confronti della presidente del consiglio comunale di Chioggia, Maria Chiara Boccato, la quale si era lasciata andare a commenti (appunto) discutibili nei confronti del caso Grillo. «La nuova presidente dell'assemblea cittadina - scrive Montanariello - parte col piede sbagliato, attraverso un post delirante relativo al presunto stupro commesso dal figlio del comico, e alla reazione del padre. Non siamo noi i giudici, ma insinuare contro una ragazza che ha trovato il coraggio di denunciare una violenza, cosa purtroppo non così scontata, è semplicemente vergognoso».
Il consigliere regionale si augura che Boccato «ritrovi un comportamento consono all'istituzione che rappresenta, e chieda scusa. Se così non fosse, può anche lasciare immediatamente la carica a cui è stata appena eletta: ha usato espressioni e toni inaccettabili da chiunque, a maggior ragione per una rappresentante delle istituzioni. Da abitante di Chioggia mi vergogno per lei», conclude Jonatan Montanariello.
Il consigliere regionale si augura che Boccato «ritrovi un comportamento consono all'istituzione che rappresenta, e chieda scusa. Se così non fosse, può anche lasciare immediatamente la carica a cui è stata appena eletta: ha usato espressioni e toni inaccettabili da chiunque, a maggior ragione per una rappresentante delle istituzioni. Da abitante di Chioggia mi vergogno per lei», conclude Jonatan Montanariello.
domenica 2 maggio 2021
PONTE SUL BRENTA, DOLFIN: «IL TAVOLO IN PREFETTURA È STATO INUTILE, ORGANIZZERÒ UNA MANIFESTAZIONE LUNGO LA STRADA ROMEA»
Il consigliere comunale e regionale Marco Dolfin torna a occuparsi del ponte che attraversa il Brenta. Stupito dal silenzio dell'amministrazione comunale, l'esponente della Lega si chiede se non sia «lesa maestà verso chi ha potere decisionale», ovvero ANAS e Prefettura: «Temo che le frazioni siano state condannate all'oblio più totale - prosegue Dolfin - o forse al caos fino al termine dei lavori. Senza contare il disastro per la stagione balneare».
Dolfin si chiede a cosa sia servito il tavolo in Prefettura, se non vi è l'obbligo per i mezzi pesanti di transitare lungo la rete autostradale, e mette in dubbio la praticabilità dei lavori notturni. Ormai è chiaro che i lavori non saranno sospesi in estate, così come l'opposizione dei sindaci delle località circonvicine ha frenato le deviazioni, nonostante le strade alternative non siano di potestà comunale. Senza contare che le tabelle stradali promesse, che segnalassero l'operatività del cantiere con i minuti di sosta forzata, non sono mai entrate in funzione.
Il consigliere leghista annuncia l'organizzazione di una manifestazione lungo la strada Romea: «Ho reso edotti parlamentari ed esponenti di governo della Lega - conclude Marco Dolfin - per far sì che almeno l'estate scorra senza il cantiere. Io mi assumo la mia responsabilità, altri facciano lo stesso, senza apparire a intermittenza per riconfermare la poltrona. Non si schrza col fuoco».
Dolfin si chiede a cosa sia servito il tavolo in Prefettura, se non vi è l'obbligo per i mezzi pesanti di transitare lungo la rete autostradale, e mette in dubbio la praticabilità dei lavori notturni. Ormai è chiaro che i lavori non saranno sospesi in estate, così come l'opposizione dei sindaci delle località circonvicine ha frenato le deviazioni, nonostante le strade alternative non siano di potestà comunale. Senza contare che le tabelle stradali promesse, che segnalassero l'operatività del cantiere con i minuti di sosta forzata, non sono mai entrate in funzione.
Il consigliere leghista annuncia l'organizzazione di una manifestazione lungo la strada Romea: «Ho reso edotti parlamentari ed esponenti di governo della Lega - conclude Marco Dolfin - per far sì che almeno l'estate scorra senza il cantiere. Io mi assumo la mia responsabilità, altri facciano lo stesso, senza apparire a intermittenza per riconfermare la poltrona. Non si schrza col fuoco».
DOPO LE CRITICHE MARIA CHIARA BOCCATO SI DIFENDE: «HO RICEVUTO OFFESE PERSONALI E GRATUITE, A FINI DI CAMPAGNA ELETTORALE. ANCHE QUESTA È VIOLENZA»
La presidente del consiglio comunale di Chioggia, Maria Chiara Boccato, risponde attraverso un post nel proprio profilo facebook alle critiche mosse da più parti (Forza Italia e PD in primis) al suo commento relativo all'accusa di violenza sessuale che ha coinvolto Ciro Grillo, il figlio del garante del Movimento 5 Stelle.
«Incredibile come da due giorni a questa parte - esordisce Boccato - mi si stia lapidando con offese ed improperi, basandosi su un unico commento appositamente estrapolato in maniera subdola e manipolatoria da parte di alcuni consiglieri di opposizione. Per fare la loro campagna elettorale, hanno volutamente cancellato la data di quel commento (20 aprile, anteriore alla mia nomina a presidente del consiglio avvenuta il 24 aprile), e soprattutto hanno omesso i commenti successivi di risposta a chi mi chiedeva delucidazioni, con i quali esplicitavo meglio il mio pensiero».
Boccato accusa di aver ricevuto «offese personali e gratuite, alla mia persona e alla mia famiglia, solo perché donna. Anche questa è violenza, al pari di quella a me attribuita nei confronti della ragazza, violenza che sottolineo essere stata interpretata e non voluta nel mio post, in modo gratuito e solo a fini elettorali da qualche persona. La violenza vera è stata far diventare virale il mio commento».
La presidente rende esplicito ancora il suo pensiero affinché sia chiaro: «Donne e uomini sono uguali nei doveri, nei diritti e nelle responsabilità. Ogni donna che si senta offesa fisicamente e moralmente ha il diritto e il dovere di denunciare sempre e comunque, oggi a maggior ragione grazie al Codice Rosso, che aumenta il limite di tempo per poter denunciare. Ringrazio le persone che mi hanno espresso privatamente solidarietà», conclude Maria Chiara Boccato.
«Incredibile come da due giorni a questa parte - esordisce Boccato - mi si stia lapidando con offese ed improperi, basandosi su un unico commento appositamente estrapolato in maniera subdola e manipolatoria da parte di alcuni consiglieri di opposizione. Per fare la loro campagna elettorale, hanno volutamente cancellato la data di quel commento (20 aprile, anteriore alla mia nomina a presidente del consiglio avvenuta il 24 aprile), e soprattutto hanno omesso i commenti successivi di risposta a chi mi chiedeva delucidazioni, con i quali esplicitavo meglio il mio pensiero».
Boccato accusa di aver ricevuto «offese personali e gratuite, alla mia persona e alla mia famiglia, solo perché donna. Anche questa è violenza, al pari di quella a me attribuita nei confronti della ragazza, violenza che sottolineo essere stata interpretata e non voluta nel mio post, in modo gratuito e solo a fini elettorali da qualche persona. La violenza vera è stata far diventare virale il mio commento».
La presidente rende esplicito ancora il suo pensiero affinché sia chiaro: «Donne e uomini sono uguali nei doveri, nei diritti e nelle responsabilità. Ogni donna che si senta offesa fisicamente e moralmente ha il diritto e il dovere di denunciare sempre e comunque, oggi a maggior ragione grazie al Codice Rosso, che aumenta il limite di tempo per poter denunciare. Ringrazio le persone che mi hanno espresso privatamente solidarietà», conclude Maria Chiara Boccato.
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