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martedì 26 febbraio 2019

SEDUTA SENZA LE OPPOSIZIONI, CRITICHE DALLA MAGGIORANZA. IL CONSIGLIERE GIANLUCA NACCARI LASCIA SUBITO L'AULA (E IL M5S?)

Una seduta surreale del consiglio comunale di Chioggia, quella tenutasi nel pomeriggio. L’assenza di tutti gli esponenti dell’opposizione (alcuni anche “giustificati”) era infatti stata preannunciata un’ora prima della convocazione, motivata dalla «mancanza di rispetto» riguardo tempi e modi della gestione dell’assemblea: il gruppo di maggioranza del Movimento 5 Stelle ha così approvato in solitudine il regolamento di polizia urbana e civica convivenza che -in ottemperanza alle leggi nazionali- istituisce la figura del “Daspo urbano” con sanzioni e allontanamenti per chi commette azioni volte a provocare degrado al bene pubblico o contrarie alla decenza o ancora l’esercizio del commercio privo di autorizzazione.

Nonostante il numero legale fosse effettivo, sono stati rinviati naturalmente quasi tutti gli argomenti all’ordine del giorno, consistenti in interpellanze e mozioni ispirate dai consiglieri assenti: non ha celato il proprio disagio anche il grillino Gianluca Naccari, da qualche tempo in palese insofferenza verso la politica del Movimento. «Procedere con il consiglio in questa situazione – ha detto Naccari rivolto al presidente Endri Bullo – è una burla. Datemi una spiegazione o vado a casa», prima di accomiatarsi tra il beffardo «e vai!» di alcuni colleghi di partito e la presa d’atto del presidente («è libero di riunirsi agli assenti»).
Al termine della veloce seduta è intervenuto in aula il capogruppo del M5S Paolo Bonfà, che rivolto ai banchi degli assenti ha ironizzato: «Quanto belli sono quando vengono con le trombette, megafoni, ombrelli e sacchi di rifiuti. Monopolizzano i consigli andando oltre ai tempi concessi, il comunicato è firmato da gente che è venuta a 3 consigli in 2 anni e mezzo. Ciò manca di rispetto, non noi. Ero alla commissione capogruppo e partecipo a tutte, ogni volta che si indice una data ci sono sempre due o tre consiglieri che parlano della loro impossibilità a partecipare. Siamo in tanti, è difficile mettere d’accordo tutti, nessuno vive di politica: se uno non può partecipare, si dimetta e mandi avanti i primi non eletti della sua lista». Il suo vice Daniele Padoan rincara: «La seduta del consiglio è stata richiesta dalle opposizioni (molte loro interpellanze, ndr), è questo il rispetto che hanno di chi li ha votati e della città… Visto che oggi non sono stati escussi i 21 punti, il prossimo ordine del giorno ne avrà 31 o 41».

Ribadisce il presidente Bullo: «Date e orari del consiglio sono una prerogativa della presidenza, che tiene conto delle altre attività dell'ente. In ogni caso, in occasione della conferenza dei capigruppo che anticipa la seduta, si cerca di accontentare le varie esigenze anche di orario, tenendo conto del numero di punti all’ordine del giorno. Il consiglio (che deve essere richiesto da almeno 1/5 dei consiglieri) viene convocato, come prevede il regolamento, entro venti giorni».
Amareggiato il sindaco Alessandro Ferro: «Oggi abbiamo assistito a una mancanza di volontà di confronto dell'opposizione. Non presentarsi al consiglio comunale senza comunicare -se non in pochi casi- la propria indisponibilità, ha dimostrato la mancanza di rispetto per il ruolo istituzionale che ognuno di noi ha, al fine del perseguimento del bene comune per la città».

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