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martedì 28 febbraio 2017

"TRIPLICE ALLEANZA" PER SPOSTARE IL COMMISSARIATO ALL'EX TRIBUNALE

Quando c'è di mezzo il bene comune, non c'è schieramento che tenga. A prima vista, la circostanza che spicca nell'ordine del giorno di tre consiglieri comunali che chiedono lo spostamento del commissariato di polizia all'ex cittadella della giustizia -lasciata libera dal trasloco del tribunale e dalla futura ubicazione dei vigili urbani all'isola Saloni- è il vasto spettro delle forze politiche cui appartengono. Tra i capigruppo di Forza Italia e del PD, e la consigliera stellata Maria Chiara Boccato -per quanto sempre più distante dalla nuova ortodossia del M5S- si va molto oltre il concetto di bipartisan, quasi un “compromesso storico” aumentato. «La cosa è accaduta senza metterci preventivamente d'accordo, abbandoniamo le primogeniture nell'interesse della città», dice Beniamino Boscolo a Chioggia Azzurra. «L'ex macello è l'ideale per presidiare il centro storico -nota il consigliere di Forza Italia- ed è più facile per uscire durante gli interventi. Tra l'altro il commissariato paga un affitto annuale a un privato, ed è preferibile che quei soldi finiscano nelle casse comunali». Tale richiesta -già avanzata in passato- è stata recentemente perorata da Mauro Armelao, vicesegretario nazionale del sindacato UGL polizia.

lunedì 27 febbraio 2017

DEPOSITO GPL, ERIKA BALDIN (M5S): "INVITIAMO ZAIA A VEDERE LO SCEMPIO COI PROPRI OCCHI"


In questi giorni è ancora alto in città il clamore per la vicenda del deposito gpl a Punta Colombi. Al proposito interviene anche la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin: «Da parte della città di Chioggia ogni tentativo per bloccare la costruzione del deposito sarà perseguito senza lasciare nulla di intentato. Ormai da mesi la questione del deposito è sulla stampa a tutti i livelli, ripresa più volte anche dalla Rai regionale e da un trasmissione nazionale andata in onda su Rai Due. Il tema è caldo, come dimostra anche l’ultima manifestazione degli studenti avvenuta mercoledì scorso alla presenza di oltre 500 studenti delle scuole superiori dei plessi di Chioggia. Ultimo episodio, ieri sera, la trasmissione Le Iene manda un servizio proprio sul deposito di Chioggia, mettendo in luce tutti i pericoli e i rischi annessi e, soprattutto, alcuni attori della vicenda che hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione del deposito. Le Iene intervistano pure il presidente Zaia che davanti alle telecamere dichiara di non sapere nulla dell’argomento e chiede ai giornalisti di ritornare il giorno dopo per avere il tempo di capire di cosa stavano parlando. Le Iene pensavano di andare a colpo sicuro, visto che c’è una deliberazione di giunta regionale, la n 660 del 28 aprile 2015, di cui era relatrice l’assessora Marialuisa Coppola, della quale Zaia evidentemente si fidava. Come può Zaia far finta di nulla se già nell’aprile 2015 la sua giunta firmò l’intesa con il Ministero alla costruzione dell’impianto e il 1 dicembre 2015 la mia mozione (dal titolo: Fermiamo subito il deposito di stoccaggio GPL nella città di Chioggia in località Val da Rio) per chiedere la revisione dell’intesa fu bocciata dalla sua maggioranza in consiglio? La sua giunta, precedente e attuale, è perfettamente a conoscenza della questione. Zaia non può scaricare il barile sul Comune, responsabile anch’esso ma non l’unico. Credo che al presidente debba interessare se in suolo veneto si da il permesso ad un deposito di gpl, potenzialmente pericoloso per la salvaguardia del territorio e soprattutto dell’incolumità dei suoi cittadini veneti. Lo invito a vedere con i propri occhi lo scempio della città e sarò disponibile a fargli conoscere il territorio, la laguna, il porto e il meraviglioso centro storico di Chioggia. Dobbiamo lavorare in squadra su questa triste vicenda, senza colpi bassi o rimpalli di responsabilità».

domenica 26 febbraio 2017

ANIMATO SCONTRO TRA MONTANARIELLO E L'ASSESSORE MESSINA : IL MISTERO DELLE LUCI DI VIA CICOGNA

Animato scontro, al consiglio comunale dello scorso giovedì, tra l'esponente del PD Jonathan Montanariello e l'assessora ai lavori pubblici Elga Messina. Una interrogazione del consigliere democratico ha avuto come riferimento l'illuminazione in alcune strade vicine alla parrocchia della Navicella, che sono circondate dal buio, e tempo fa era anche caduto un lampione. Del tema si era parlato anche ad una commissione consiliare lo scorso settembre, con la risoluzione a intervenire in tempi celeri. Lo status quo è rimasto invariato, e l'assessora ha risposto: «Dobbiamo prendere in carico i lavori, completando gli oneri di urbanizzazione. Quando la delibera sarà approvata, procederemo al collaudo definitivo». La replica della giunta ha scatenato di nuovo un lungo discorso di Montanariello.

sabato 25 febbraio 2017

MARCO DOLFIN CHIEDE CHIAREZZA SULL'INTERVENTO DELLA VICECOMANDANTE SUI SOCIAL

Un'interpellanza presentata dal consigliere leghista Marco Dolfin chiede di fare piena luce sul caso della vicecomandante della polizia locale, Francesca Telloli, che nei propri social network rimbalzati sulla stampa, dopo la neve e il gelo di gennaio invitava con toni sarcastici i cittadini a rimanere a casa, prendendo in giro chi si lamentava delle condizioni delle strade soprattutto nelle frazioni. "Il Comune -ha detto Dolfin- ha responsabilità indirette". Gli ha risposto il vicesindaco Veronese: "Gli sfoghi su facebook non riguardano l'amministrazione. La vicecomandante non ha bisogno di avvocati difensori". Motiva Michele Tiozzo, il capo dei vigili urbani: "Abbiamo istituito il registro delle chiamate che arrivano, nessuna viene sottovalutata. Le esternazioni di Francesca non sono state pronunciate nella sua veste pubblica. Ho esaminato la vicenda sul piano disciplinare, non procederemo a sanzioni ma con un richiamo all'uso responsabile dei network".

mercoledì 22 febbraio 2017

COMUNICATO STAMPA GPL E I DOCUMENTI TOP SECRET

Ho letto articoli dei quotidiani e ho assistito, in differita video nei blog locali, alla conferenza stampa dell'Amministrazione Comunale dell'altro giorno in argomento e, ad essere, sincero non ho capito cosa è stato comunicato e quale obiettivo, il vicesindaco e l'assessore, si erano prefissi nell'indire quella riunione. Sono stato un amministratore di Aspo dal 2009 al 2014 su delega dell'Amministrazione Provinciale (che poi nel 2014 è stata chiusa, e di conseguenza il 12/04/2017 sono decaduto), o oggi siedo in consiglio, bastava che qualcuno dell'amministrazione mi interpellasse e potevo chiarire a loro le idee. Non l'hanno fatto? Ma a questo punto domani in consiglio comunale sarà mia cura spiegargli bene cosa stanno dicendo: Lettere che spariscono? Atti negati? Uffici interdetti? 1) La lettera dell'ex dirigente, protocollata non è sparita, e non è stata sicuramente occultata, ma è stata sempre lì sotto i loro occhi. Forse la scelta di spostare persone di interi uffici, senza ordine e criterio, non è stata un idea brillante, e ha visto dipendenti comunali prendere confidenza di nuovi uffici e relative attività prima gestita da chi è stato spostato e credo che per gli uffici non sia stata facile (lo dico con cognizione di causa). 2) la data del 3 aprile 2014, ed io ero presente con l'allora Sindaco Casson, il CDA dell'Aspo si sono votate due delibere sulla "Fattibilità del Piano Regolatore Portuale" e basta. Gli altri punti, sono stati rimandati al 12 aprile 2014. 3) Ma il 12 aprile 2014 si è votato, non è l'ampliamento dell'impianto da bunkeraggio a impianto di stoccaggio a GPL, ma è stato deliberato e cito il titolo: "Società Costa Bioenergia; Richiesta di ampliamento dell'area in concessione per adeguamento dell'impianto alle norme in materia di viabilità e di sicurezza: esame e delibera". Quindi, un semplice aumento di spazio in concessione ampliando il diritto di superficie dell'area di 3900 mq (in misura minore di quanto richiesto), all'interno della quale area è fatto espresso divieto di qualsiasi installazione ma solo utilizzata per viabilità interna e distanze di sicurezza. Il presidente aveva anche riferito al Cda che la società voleva ampliare l'attività a GPL e installare dei bomboloni, ma non era oggetto della delibera a giugno infatti ci sarebbe stata la conferenza dei servizi a Roma.
E comunque, su questo punto che era il punto 5 all'ordine del giorno l'ex Sindaco Casson era assente (visto che è arrivato dal punto 7), mentre il sottoscritto quando questo punto era iniziato era appena arrivato, ma sono riuscito ad ascoltare l'esposizione del Presidente di ASPO in argomento e poi a portarlo in una successiva commissione consigliare in comune. Domani in consiglio comunale consegnerò, al vicesindaco, i verbali e la stipula del notaio del 2012 e l'atto integrativo del 23/07/2015 dove la società Costa Bioenergia chiede l'ampliamento dell'area in concessione dell'area di bunkeraggio. Così potremmo concentrarci su cose più concrete e documenti più utili a contrasto di questo impianto.

GIOVEDÌ POMERIGGIO CONSIGLIO COMUNALE CON L'ODG BOCCATO SUI GETTONI DI PRESENZA


Tutto è pronto per la seduta del consiglio comunale che avrà luogo giovedì 23 febbraio con inizio alle ore 17. Il clou sta nell'ordine del giorno, che finalmente dovrebbe essere discusso, presentato dalla consigliera M5S Maria Chiara Boccato la quale chiede di abbassare l'ammontare del gettone di presenza dei consiglieri. La manovra potrebbe non trovare d'accordo la stessa maggioranza, anche in considerazione del fatto che negli ultimi mesi Boccato (una delle militanti della prima ora del Movimento a Chioggia) è stata tenuta fuori dalle comunicazioni e si sente sempre più separata in casa da chi gestisce le redini dell'amministrazione.

In discussione anche lo schema di convenzione con EcoHouse per il trasferimento della polizia locale ai Saloni, la designazione dei rappresentanti del Comune nella commissione che regola il mercato ittico all'ingrosso, e altri due ordini del giorno: uno di Barbara Penzo e altri per la fusione tra i comuni di Chioggia e Cona (ben vista dal sindaco conense Panfilio, respinta al momento da Alessandro Ferro), l'altro di Forza Italia che con Beniamino Boscolo suggerisce misure per contrastare il crimine e i furti in città.

lunedì 20 febbraio 2017

DEPOSITO GPL, IL MISTERO DELLA LETTERA SCOMPARSA. L'ARCH.TALIEHNOORI CHIAMA IN CAUSA L'ASPO


Una lettera inviata a ottobre e saltata fuori solo a febbraio, una serie di verbali secretati e poi negati, un dirigente ormai lontano che si discolpa a suon di carte bollate, rapporti tra enti che scricchiolano e comitati insoddisfatti. Su tutto, il nome di un Mister X che dentro il consiglio di amministrazione di Aspo portò il parere favorevole del comune al progetto del deposito gpl presentato da Socogas. Sono gli ingredienti della movimentata conferenza stampa di stamane, in sala consiliare, durante la quale il vicesindaco Marco Veronese, l'assessora Angela d'Este e altri componenti della giunta e del consiglio -assente il primo cittadino Alessandro Ferro- hanno annunciato la corrispondenza intercorsa lo scorso autunno tra la nuova maggioranza (il MoVimento 5 Stelle) e l'ex dirigente del settore urbanistico del Comune, architetto Mohammad Taliehnoori, il cui mandato fiduciario era decaduto pochi mesi prima assieme alla sconfitta elettorale del sindaco uscente Giuseppe Casson. I fatti: lo scorso ottobre l'amministrazione subentrata, nel cercare di contrastare l'avanzata dei lavori in Val da Rio, scrive una lettera all'architetto Taliehnoori, ora residente e operativo a Vittorio Veneto. L'obiettivo è chiedere delucidazioni riguardo l'iter amministrativo che ha portato al parere favorevole del suo ufficio, cosa che il Comitato No Gpl chiede al Comune di cancellare e rivedere in senso avverso. Taliehnoori risponde a stretto giro di posta, o meglio così sarebbe se per alcuni mesi -circa quattro- la lettera di risposta spedita il 18 ottobre 2016 non fosse stata “occultata” nei meandri della sede municipale. Perché per tutte queste lunghe settimane nessuno ha appreso della risposta, tanto da dover sollecitare l'architetto Taliehnoori a fornire di nuovo la sua versione? Perché la lettera salta fuori solo adesso, tra un ricorso e l'altro, prima della manifestazione degli studenti in programma mercoledì 22 febbraio e mentre Socogas chiede informazione corretta e completa? Chi ha distratto i due fogli firmati dal tecnico di origine iraniana dal legittimo destinatario, ovvero il sindaco Ferro, e dove è stata depositata materialmente la busta che li conteneva fin dal suo ricevimento al protocollo? Domande alle quali -lo ha annunciato l'assessora d'Este- darà risposta una commissione interna al Comune, che sta compiendo le opportune verifiche.

Quanto ai contenuti, perché diventa importante il canale aperto con Mohammad Taliehnoori? Il dirigente diede il suo parere favorevole all'ampliamento del deposito costiero di prodotti energetici a uso commerciale -questa la dizione burocratica del progetto relativo a un'attività esistente, autorizzata nel 2009 dal ministero e dal Comune sotto la giunta di Romano Tiozzo- il giorno 16 giugno 2014. L'architetto dice che l'ufficio da lui presieduto ha dato un parere di mera compatibilità al piano regolatore vigente; ma quest'ultimo rinvia in proposito alle previsioni del piano regolatore portuale, dei cui aggiornamenti è competente l'Azienda Servizi Portuali (Aspo), tra l'altro proprietaria del terreno su cui insiste l'impianto di Socogas. E qualche mese prima, il 3 aprile 2014, il consiglio di amministrazione di Aspo aveva espresso -attraverso una delibera- il voto favorevole all'ampliamento chiesto dall'impresa emiliana: in quella riunione era stato positivo anche il voto del rappresentante del Comune in seno al cda di Aspo. Nella lettera, il tecnico che reggeva il settore Urbanistica fa riferimento alla «massima espressione rappresentativa» del Comune, intendendo tra le righe l'allora sindaco in carica, Giuseppe Casson. E soprattutto discolpa il proprio ruolo tecnico: «Una eventuale diversa indicazione da parte dell'ufficio urbanistica avrebbe assunto carattere palesemente contraddittorio rispetto alla posizione assunta dal Comune di Chioggia in seno al cda Aspo. Data la natura del procedimento, il parere richiesto al settore urbanistica aveva valore di mero riscontro del regime urbanistico dell'area al momento dell'istanza», scriveva Mohammad Taliehnoori ai nuovi gerenti dell'amministrazione comunale.

Quindi, il tecnico non poteva andare contro alle valutazioni politiche (di scelta) fatte dai vertici di Aspo con il voto favorevole del rappresentante del Comune. Ma chi era presente a quella riunione? «Lo vedremo quando ci verranno consegnati i verbali», dice il vicesindaco Veronese. E qui si innesta un'altra polemica della giunta, che da tempo reclama ad Aspo l'accessibilità agli atti: «Prima dice che erano già in possesso dell'amministrazione -continua Veronese- poi annuncia che il sindaco, in quanto membro dell'attuale cda, può esaminare i verbali. Infine chiede le sia inviata una mail certificata per poterli ottenere. Ma ricordo che Aspo è un ente pubblico, e quindi tenuto a divulgare online le proprie delibere per trasparenza». Conferma Angela d'Este: «Aspo sta tenendo un comportamento vergognoso, riusciamo ad avere con estrema difficoltà notizie dell'iter amministrativo del deposito». Dalla lettera che sparisce all'asserita reticenza di una delle parti in causa vi è tutto per pensare a un “giallo” in piena regola.

Novità che però non impressionano il Comitato No Gpl, pronto a sostenere mercoledì mattina il corteo studentesco attraverso Borgo San Giovanni: «Niente di nuovo emerge dalle comunicazioni di questa mattinata», commenta il portavoce Roberto Rossi, presente alla conferenza. «La nostra posizione rimane la stessa. Non cerchiamo solo le responsabilità degli atti, ma il modo per fermare l'impianto. Anche noi, in tal senso, abbiamo rivolto un ricorso al difensore civico regionale per ottenere gli atti di Aspo». Cosa dice invece Giuseppe Casson, chiamato in causa in modo più o meno indiretto dal suo vecchio dirigente? Interpellato da Chioggia Azzurra, l'ex sindaco non ricorda se fosse stato presente a quella celebre seduta del cda Aspo. La quale però, secondo Casson che rimane fermo e coerente alla sua posizione, avrebbe votato solo la realizzazione di un impianto di bunkeraggio: «L'atto che ha dato esecuzione alla delibera di Aspo è stato fatto dal notaio Prosperi nel luglio 2015, e dice che Socogas può fare solo bunkeraggio. Aspo non ha autorizzato a realizzare qualcosa di diverso da questo. Chi ha rappresentato Aspo a Roma ha detto qualcosa che non poteva dire». L'avvocato va giù duro con parole consequenziali: «Se ne deduce -conclude Casson- che Costa Bioenergie sta esercitando abusivamente l'attività, in quanto non consentita da un'autorizzazione dei proprietari del terreno». La telenovela del deposito è ancora lontana dalla sua conclusione, e intanto a Punta Colombi i lavori non conoscono soste.

l'architetto Mohammad Taliehnoori, ex dirigente del settore Urbanistica al Comune di Chioggia